Ventura torna feroce: “In azzurro non ho potuto fare..”

Ventura si arrabbia, quando era ct della Nazionale.
Ventura si arrabbia, quando era ct della Nazionale.

VERONA. – Una “voglia feroce” di tornare a lavorare sul campo, l’adrenalina per la nuova avventura con il Chievo, e qualche sassolino da togliersi dopo lo shock dell’eliminazione dai Mondiali di Russia che l’aveva cacciato nell’inferno’ degli allenatori. Giampiero Ventura torna ufficialmente nel mondo del calcio giocato, ripartendo dalla non facile scelta del Chievo Verona, attualmente ultimo in campionato a quota -1 dopo la penalizzazione per la vicenda plusvalenze fittizie.

“Ora ho una voglia feroce. Il grande rammarico e’ non esser riuscito a fare quel che volevo. Dopo una sconfitta non è stato pià possibile portare avanti il mio lavoro” si è sfogato l’ex ct davanti alle telecamere, nella prima conferenza stampa da allenatore gialloblù. Ripete più volte la parola entusiasmo, che traspare con evidenza, soppesa i vocaboli invece quando i cronisti gli chiedono dell’Italia: “La Nazionale? Mi porto dentro il rammarico per ciò che si sarebbe potuto fare – dice – Ogni tanto ci penso, alla prima sconfitta, dopo 8 vittorie e due pareggi, è successo quello che nessuno pensava potesse succedere”.

Non si sottrae alle domande, trova anche la voglia di scherzare quando gli chiedono del contratto con il Chievo. “I soldi? Sono arrivato per amicizia…” risponde con una risata. Il Chievo del presidente Luca Campedelli è un brutte acque, ma lui cerca di dare la carica: “una cosa la posso dire: ho dentro di me ancora tanta voglia, allenare mi da’ adrenalina. Ho l’entusiasmo di un ragazzino”.

“Dire di sì al presidente Campedelli non è stato un problema – aggiunge -, c’era la voglia di tornare in campo, è una sfida bella anche se difficile. Ma ho una voglia feroce di rimettermi in discussione”. Poi la sottolineatura finale: “un conto è allenare, un altro conto è fare calcio… Non mi spaventa questa sfida, sono eccitato, servirà un’impresa, ma siamo carichi. Lavoro su quello che mancava, cioè la serenità, la consapevolezza di essere più bravi di quello che si è visto finora e di poter compiere un’impresa, perché tale sarebbe. Difesa a 3? Faccio delle prove, sono appena arrivato, poi decideremo”.