Alberto Angela racconta la Shoah e lascia il segno

Alberto Angela nel corso della presentazione, alla Curia Iulia del Foro Romano, di "Ulisse: il piacere della scoperta" a Roma.
Alberto Angela nel corso della presentazione, alla Curia Iulia del Foro Romano, di "Ulisse: il piacere della scoperta" a Roma. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

ROMA. – Il fumo dei forni crematori, in cui ‘svanivano’ le anime dei deportati. I corpi ridotti a mucchi di ossa. I gerarchi nazisti costretti ad abbassare lo sguardo, durante il processo di Norimberga, di fronte alle immagini agghiaccianti dei campi di sterminio.

Le testimonianze, incastonate nella storia, di Sami Modiano e di Liliana Segre. Ma anche l’architettura della memoria, con la struttura ‘spezzata’ del Museo ebraico di Libeskind a Berlino. O i volti sorridenti nei filmati di famiglia degli ebrei romani, prima del rastrellamento del 16 ottobre.

Alberto Angela per una volta abbandona i percorsi nelle meraviglie dell’arte per raccontare con Ulisse, in prima serata su Rai1, il ‘viaggio senza ritorno’ sui treni della morte, gli orrori della Shoah, e lascia il segno: 3 milioni 612 mila spettatori, pari a uno share del 18.6%, e oltre 133 mila interazioni sui social per una puntata destinata ad approdare nelle scuole, come ha chiesto la presidente della Comunità ebraica romana Ruth Dureghello.

Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, su Twitter fa i “complimenti @albertoangela per la puntata di ieri di #Ulisse che ci ricorda l’importanza della #memoria e dei percorsi di didattica della #Shoah. Raccolgo l’appello di @dureghello, possibile grazie all’autonomia scolastica”.

Plaude anche il presidente della Camera, Roberto Fico: “Il #16ottobre1943 iniziò il rastrellamento degli ebrei di Roma: la memoria di una delle tragedie più dolorose della nostra storia – scrive sui social – è fondamentale. La memoria è anticorpo della democrazia. Per questo quello che ha fatto ieri sera #Ulisse è vero servizio pubblico. Grazie”. “Ricordare il passato significa creare anticorpi affinché non accada mai più. Razzismo, odio, emarginazione vanno sempre combattuti”, sottolinea la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan.

L’Auditel mette al primo posto Tu sì que vales su Canale 5, che raccoglie 5,2 milioni di spettatori e sfiora il 30%. Ma Ulisse fa il pieno di ascolto tra i laureati, con il 25.9% di share, e appassiona anche i giovani, centrando il 19.1% sulle ragazze di 8-14 anni e il 17.8% sui ragazzi di 15-24 anni. Il picco in share, pari al 24.1%, è alle 23.32, quando Angela, nella porta di Brandeburgo, mostra il memoriale degli ebrei assassinati d’Europa. Alle 22.44 il picco in valori assoluti: 4 milioni 39 mila spettatori restano incollati a Rai1 mentre Sami Modiano ricorda il momento in cui scoprì l’esistenza delle docce di gas in cui perse la sua famiglia.

L’emozione corre sui social durante tutta la puntata del programma, che è il più commentato della giornata di ieri, al primo posto dei trending topic Italia. “La conoscenza ci rende liberi”, “il ripasso dell’orrore ci aiuti a non replicare”, “grazie al servizio pubblico”, “Angela un fuoriclasse”, “stasera Ulisse è da guardare in silenzio”, scrivono in tanti. E c’è anche chi, facendo appello alla dignità e all’uguaglianza, richiama altri drammi, quelli dei migranti, dei campi in Libia, degli schiavi nei campi, dei bimbi di Lodi.

Alberto Angela il giorno dopo preferisce non commentare: per lui hanno parlato le immagini. Tra i tanti complimenti, incassa quelli di Adriano Celentano: “Grazie Alberto, per il tuo contributo a non dimenticare. Con la tua trasmissione di ieri sera non solo ci aiuti a non dimenticare gli orrori del nazismo, ma a ricordarci che il seme di quelle atrocità è dentro ognuno di noi, pronto a esplodere ogni volta che, fingendo di non conoscere il PROSSIMO, smettiamo di sorridere. Che, tradotto, significa: VITA! Vita Che muore se, prima di tutto, non la si riconosce negli ALTRI!!! Grazie Alberto! Sei grande!!!”.