Tv: il canale europeo Arte ora parla italiano

Tv: il canale europeo Arte ora parla italiano
Tv: il canale europeo Arte ora parla italiano.

ROMA. – Documentari, storia, scienze, mostre, tantissima musica (che è lingua universale), inchieste e magazine. Dopo il francese, tedesco, inglese, spagnolo e polacco, Arte, il più importante canale culturale europeo, debutta anche nella nostra lingua con Arte in italiano, versione sottotitolata al via oggi dell’offerta gratuita in streaming video delle sue oltre 400 ore di programmi, 300 di concerti e spettacoli più una cinquantina di serate d’Opera dal vivo l’anno.

”Non un canale elitario, ma culturale – racconta il presidente Peter Boudgoust – con tutte le interpretazioni della cultura, dall’Opera al pop o rock. Vogliamo condividere la cultura senza indice puntato, né club esclusivi. Offrendo uno sguardo oltre la superficie, dietro le quinte, per mostrare come si muove il mondo. E’ nostro compito lottare per le diversità europee, permettendo l’accesso a culture che non si conoscono”.

Fondata nel 1991 da Francia e Germania come rete televisiva e online di servizio pubblico (fruibile su tutti gli schermi mobili e nelle tv collegate a internet), con 10 ore di nuovi programmi sottotitolati a settimana, da Arte Reportage con approfondimenti sull’attualità al magazine Metropolis, con l’ingresso dell’italiano ora Arte raggiungerà il 70% di tutti gli europei nella loro lingua madre. Oltre la metà dei programmi (85% dei quali di origine europea grazie ad accordi con 9 emittenti) sarà accessibile anche nel resto del mondo.

Tra i prossimi titoli, il più ambizioso è certamente ”La guerra dei sogni”, ”un progetto unico, frutto di una collaborazione senza precedenti – racconta Boudgoust – sugli anni 1918-1938 raccontati in prospettiva multinazionale, con le ambizioni nate in quell’epoca, quando all’orizzonte si profilavano terribili catastrofi”. Ma ecco anche la gallery di documentari, tra ”Agatha Christie La regina del crimine” e ”Pier Paolo Pasolini: viaggio lungo la costa”, la Storia e la Geopolitica con ”Selvaggi. La storia degli zoo umani”, la Scienza e le nuove scoperte con l’indagine ”L’intelligenza artificiale riuscirà a superarci?”.

Fino alla musica, ”che riunisce più facilmente i popoli perché non richiede traduzioni – spiega la direttrice generale di Arte France, Regine Hatchondo – per sviluppare uno zoccolo duro comune di valori e conoscenze”. E’ dunque quasi una ”stagione delle stagioni”, quella di Arte, in partnership con 22 Teatri d’Opera d’Europa e il meglio delle produzioni a partire, domani alle 20, dall’Orfeo ed Euridice di Gluck dall’Opera Comique di Parigi.

Se il 95% del finanziamento del canale proviene dal canone tv raccolto in Francia e Germania, la sottotitolazione nelle altre 4 lingue è stata resa possibile grazie ad un progetto sperimentale, cofinanziato dall’Unione Europea. Una selezione di programmi sarà disponibile anche sul sito della Radiotelevisione Svizzera Italiana, mentre Arte in italiano ospiterà alcuni programmi della RIS.

E, piccola sorpresa, non solo non c’è un target di riferimento iniziale (”ci rivolgiamo a tutti”, ripetono), ma l’età degli utenti cambia non con i contenuti, ma a seconda degli schermi (più bassa su quelli mobili). Così come, non è monolitica l’audience, ma, ad esempio, ”il polacco viene molto seguito anche in Inghilterra”. ”Arte significa diversità e anche libertà. Altre lingue? – conclude Boudgoust – Negli ultimi tre anni siamo cresciuti moltissimo. La nostra ambizione è illimitata, meno i nostri mezzi”.

(di Daniela Giammusso/ANSA)