Trump parla di invasione, pugno duro su richieste di asilo

Un'auto investe i partecipanti ad una manifestazione di protesta contro Trump.
Un'auto investe i partecipanti ad una manifestazione di protesta contro Trump. (Ryan M. Kelly/The Daily Progress via AP)

WASHINGTON. – Stop al diritto di richiedere asilo riconosciuto automaticamente a tutti gli immigrati che entrano negli Stai Uniti. A cinque giorni dal voto per le elezioni di metà mandato Donald Trump prova ad assestare la zampata finale. Così annuncia in diretta tv dalla Casa Bianca la stretta, e parla della minaccia di una vera e propria “invasione” se la carovana partita dall’Honduras dovesse arrivare al confine tra Usa e Messico.

Il presidente americano alza quindi ulteriormente i toni, rendendo ancora di più infuocato il rush finale della campagna elettorale e mantenendo la barra dritta sul terreno a lui più congeniale. Ma per i suoi detrattori alimentando paure e divisioni e facendo pura propaganda per una marcia di migranti che in realtà si trova ancora a oltre 1.600 chilometri dalla frontiera. Marcia che tra l’altro appare giorno dopo giorno sempre più sfilacciata.

Una versione questa che il tycoon ha contestato in maniera curiosa davanti alle telecamere della Abc: “Ci sono carovane in arrivo molto più grandi di quanto viene detto dai media. Io sono molto bravo a stimare l’entità di una folla e vi posso dire che la carovana in arrivo sembra molto più grande di quanto la gente pensi”.

Ed è piena di trafficanti e criminali, ha ribadito il presidente americano, secondo cui le donne e i bambini inquadrati in tv sono messi lì apposta a beneficio delle telecamere”: “Mettono davanti le donne e i bambini, e questo non va bene”. Ecco perché serve “un muro umano alla frontiera”, ha enfatizzato Trump durante un comizio in Florida, spiegando così la sua volontà di voler inviare al confine col Messico fino a 15.000 militari.

E pazienza se molti osservatori notano come ci sarebbero molti più soldati americani al confine sud degli Usa che in Iraq o in Afghanistan. Mentre sul fronte delle richieste di asilo politico non è chiaro se la stretta riguarderà tutte le domande o solo quelle avanzate dai migranti della carovana. Di certo – sottolineano gli esperti – le nuove regole sono ad altissimo rischio di essere impugnate davanti alla giustizia, perché violerebbero la legge.

L’Immigration and Nationality Act stabilisce infatti come chiunque arrivi negli Usa, legalmente o illegalmente, può fare richiesta di asilo. Questo se dimostra di fuggire da un Paese dove rischia la persecuzione per la sua razza, la sua religione, la sua nazionalità, le sue convinzioni politiche.

Intanto è bufera sullo spot anti-immigrati postato da Trump su Twitter, dove si identificano i messicani con il criminale Luis Bracamontes. Nel video shock si vede l’uomo che in un’aula di tribunale dice ridendo che ucciderà altri poliziotti, e poi un gruppo non ben identificato di migranti che si lascia andare ad atti di vandalismo in un luogo che per lo spot dovrebbe essere la frontiera Usa-Messico.

Gli avversari politici non hanno dubbi e sui social scoppiano le proteste: “Si tratta di un messaggio razzista”. Un messaggio a cui Trump non è nuovo, come quando in campagna elettorale descrisse i messicani come “trafficanti di droga e stupratori”.

(di Ugo Caltagirone/ANSA)