War games in Norvegia, Mosca provoca la Nato

Soldato americano sulla tolda di un incrociatore. In lontananza una nave da guerra. War games
Soldato americano sulla tolda di un incrociatore. In lontananza una nave da guerra. EPA/ADAM GUZ POLAND OUT

LEIJA. – La Russia gioca i suoi war games e provoca la Nato: un bombardiere strategico russo ha sorvolato la nave Usa USS Mount Whitney, ammiraglia della Flotta Nato, davanti alle coste della Norvegia, dove è in corso la più imponente esercitazione dell’Alleanza atlantica dalla fine della Guerra Fredda. Le immagini, scattate dai reporter a bordo della nave, mostrano un Tu-142 che sfreccia a poca distanza dalla nave da comando Usa.

Interfax riferisce poi con grande evidenza di altri due Tupolev, con armi anti-sottomarine, che “ieri” hanno “completato la missione di ricognizione” nelle acque internazionali davanti alla Norvegia. Intanto, l’Italia è sotto le luci della ribalta in Norvegia: i soldati tricolore sono la punta di diamante della forza di reazione rapida della Nato, che ha scelto le gelide montagne nel centro del Paese per testare la capacità di intervento delle forze militari dell’Alleanza.

“Siamo qui con l’orgoglio degli italiani”, dice all’ANSA il generale Angelo Michele Ristuccia, comandante della 132/a Brigata corazzata ‘Ariete’. “Vogliamo dimostrare di essere capaci di assolvere i nostri compiti ed essere in grado di portare a termine quello che ci viene chiesto nell’ambito dell’Alleanza, con l’entusiasmo di chi si deve confrontare con un nemico probabilmente dotato di capacità superiori”.

In questi war games, “il dispositivo difensivo è stato duramente provato dalle operazioni condotte dai Marine statunitensi e dalle forze canadesi. In serata prevediamo di passare all’offensiva e contribuire al ripristino dell’integrità territoriale della Norvegia”, sottolinea l’alto responsabile militare nel posto comando tattico avanzato nell’area di Lesja, sovrastata da picchi innevati e coperta dalla neve e dal ghiaccio.

“Mi preme evidenziare – sottolinea Ristuccia – che questa esercitazione non è diretta contro un nemico specifico, ma è soltanto orientata a dimostrare la nostra capacità di schierarsi con brevissimo preavviso. E soprattutto dimostrare che l’Alleanza è un’organizzazione difensiva che ha il compito di dimostrare a chiunque abbia intenzione di minacciarci che siamo pronti a difendere i confini delle nazioni che ne fanno parte”.

E gli italiani il proprio lavoro lo sanno fare molto bene: in questi giorni, il comandante delle forze navali Usa in Europa e Africa e del comando congiunto Nato a Napoli, l’ammiraglio James Foggo, si è congratulato pubblicamente – a più riprese – con le forze italiane. E proprio dalla USS Mount Whitney l’ammiraglio coordina l’intera esercitazione.

A questo punto, ‘Trident Juncture 18’ prevede – da domani – la controffensiva delle forze italiane e spagnole, atto finale dell’esercitazione. A Lejia, i bersaglieri presidiano il comando mobile, supportato da una base poco distante molto più ampia e collocata in un’area difesa che appare a tratti invulnerabile. Nel comando operativo si fronteggia ogni tipo di minaccia, da quelle convenzionali a quelle di nuova generazione, come la cosiddetta cyberwar, la guerra a colpi di computer combattuta da hacker che alcuni Paesi, la Cina in prima fila, hanno inquadrato in vere e proprie ‘divisioni’ da combattimento. Domani il teatro dell”attacco’ sarà la città di Alvdal: con la Ariete verranno schierati i paracadutisti della Folgore.