Usa, piano di cyberattacco se i russi interferiranno nel voto

La cyber - offensiva di Trump. Voto
La cyber-offensiva di Trump

ROMA. – In vista del cruciale appuntamento del voto di Midterm, il Pentagono e l’Intelligence statunitense si stanno attrezzando con un piano di contrattacco per far fronte ad eventuali interferenze online della Russia. Mentre si scopre che da agosto ci sono stati almeno 160 presunti tentativi da parte degli hacker di intervenire nelle elezioni di domani.

A svelare il progetto della cyber controffensiva Usa è il sito The Daily Best, le cui fonti sono attuali, ma anche ex alti funzionari statunitensi. I militari-hacker avrebbero il via libera per accedere, in caso di attacco, ai sistemi russi ritenuti strategici per far rientrare l’eventuale emergenza. Il programma, fa notare la testata, è uno dei primi e più importanti piani di controffensiva cyber, un segnale che l’America “sta integrando completamente gli attacchi informatici nei suoi sistemi di pianificazione militare globale”.

Secondo le agenzie federali Usa, da agosto scorso ci sono stati almeno 160 tentativi di interferire nel voto di Midterm con il ritmo aumentato nelle ultime settimane. Sono stati presi di mira i database di registrazione degli elettori, i funzionari elettorali e i network in tutti gli Stati Uniti. “Stanno cercando di capire se ci sono debolezze”, ha spiegato Jim Condos, presidente della National Association of Secretaries of State e funzionario elettorale del Vermont.

Già a luglio il direttore della National Intelligence Usa, Dan Coats, aveva lanciato l’allarme cyber-attacchi, paragonando i “segnali” a quelli che precedettero l’11 settembre. Coates aveva anche descritto la Russia come “l’attore straniero più aggressivo”.

Le manipolazioni russe sui social media e la loro influenza sulle elezioni presidenziali del 2016 sono oggetto del Russiagate, su cui indaga da più di un anno e mezzo il procuratore speciale Robert Mueller, ex capo dell’Fbi. Mueller ha anche ascoltato Steve Bannon indagato, è notizia di pochi giorni fa, dal Senato Usa per due motivi: i rapporti con George Papadopoulos e Robert Page, due ex consiglieri della campagna presidenziale Trump accusati di essere in contatto con agenti russi. Ma anche per il ruolo avuto nel caso Cambridge Analytica, la società accusata di aver illegalmente raccolto i dati di circa 80 milioni di utenti di Facebook sempre per conto della campagna di Trump.

(di Titti Santamato/ANSA)