Dazi, Xi a Trump: “No a legge della giungla sul commercio”

Containers pronti all'imbarco nel Porto di Qingdao in Qingdao, nella provincia cinesDazie di Shandong.
Containers pronti all'imbarco nel Porto di Qingdao in Qingdao, nella provincia cinese di Shandong. EPA/WU HONG

SHANGHAI. – La Cina promette ancora una volta il suo impegno a favore di libero scambio e globalizzazione dell’economia assicurando che per questo “non chiuderà le porte al mondo, ma anzi le aprirà sempre di più: il presidente Xi Jinping sceglie la platea “amica” della prima edizione, fortemente voluta, del China International Import Expo (Ciie) di Shanghai per lanciare un monito al presidente Usa Donald Trump.

“Con la globalizzazione che si rafforza, le pratiche della legge della giungla e del vincitore che prende tutto sono in un vicolo cieco”, ha affermato, rincarando che “rendere mendicante il tuo vicino” porterà alla stagnazione del commercio globale. La Cina taglierà ulteriormente i dazi all’import e aprirà i mercati per dare slancio ai consumi interni, rafforzerà la proprietà intellettuale e i negoziati commerciali con Europa, Giappone e Corea del Sud.

Alla vigilia delle elezioni Usa di midterm, prova decisiva per il tycoon e per il controllo del Congresso, Xi non ha offerto grandi segnali, almeno in vista del summit tra i due di fine mese in Argentina a margine del G20, tutto orientato sul nodo del duro e aspro scontro commerciale. La cosa che più ha sorpreso, invece, è stata la serie di ampie rassicurazioni che il presidente, che è prima di tutto segretario generale del Pcc, ha voluto dare sullo stato di salute dell’economia: la Cina ha una crescita “stabile e solida” e continuerà il suo trend di “sviluppo continuo”.

Xi, in modo inconsueto per un presidente, è entrato nei dettagli ed ha menzionato il Pil, salito del “6,7% nei primi 3 trimestri. Nell’ultimo, il rialzo del 6,5% ha centrato le attese”. La produzione di cereali è attesa oltre i 600 miliardi di chilogrammi quest’anno. “Circa 11,07 milioni di nuovi posti lavoro sono stati creati da gennaio a settembre, raggiungendo il target con tre mesi d’anticipo”.

Il protezionismo è un fattore di instabilità e incertezza destinato a “produrre la stagnazione dei commerci” e “a colpire l’economia mondiale”, mentre “l’isolazionismo porta a un arretramento”, ha aggiunto Xi, per il quale è importante lavorare a livello globale per “prevenire il contagio negativo da politiche nazionali”.

I Paesi dovrebbero lavorare all’apertura verso l’esterno e combattere protezionismo e unilateralismo con una posizione netta”, ha incalzato, annunciando che all’Expo di Shanghai hanno aderito oltre 3.600 società, in rappresentanza di 172 Paesi, regioni e istituzioni internazionali.

L’inclusione e la reciprocità, i benefici ‘win-win’ e di mutua portata sono la strada più ampia da seguire: “l’economia cinese è un mare, non uno stagno. Le tempeste possono rovesciare uno stagno, ma mai il mare”, ha aggiunto il presidente, stimando il fabbisogno cinese sull’import di beni e servizi per i prossimi 15 anni, rispettivamente, in 30.000 miliardi e in 10.000 miliardi di dollari. Cifre enormi, che difficilmente potranno piegare le resistenze di Trump, che rivendica pari opportunità di accesso ai mercati e protezione “reale” della proprietà intellettuale.

(di Antonio Fatiguso/ANSA)