Mostre: a New York le microsculture di Giacometti

Alberto Giacometti, pittore e scultore svizzero
Alberto Giacometti, pittore e scultore svizzero

NEW YORK. – Piccolo è bello: dopo la grande rassegna della scorsa estate al Guggenheim, una galleria dell’Upper East Side di New York ospita per la prima volta in America una serie di micro-sculture di figure umane create dallo scultore svizzero Alberto Giacometti. A disegnare l’installazione lungo i tre piani della galleria Luxembourg and Dayan è stato un’altro scultore svizzero, Urs Fischer.

Le micro-sculture, create da Giacometti in Francia e in Svizzera negli anni subito prima e durante la Seconda Guerra Mondiale, catalizzano la sua visione per il futuro: quasi precursori delle figure allungate per cui in seguito lo scultore divenne famoso. “Intimate Immensity” copre un arco di dieci anni dal 1935 al 1945. In alcuni casi le sculture sono quasi impossibilmente piccole: sottili come un’unghia, nessuna è più alta di sette centimetri.

Per Giacometti quelli furono anni tetri – oltre la guerra, lo scultore perse la madre – ma di instancabile sperimentazione. Una delle opere, mai esposta prima d’ora, è una “bara” realizzata da una scatola di fiammiferi che avrebbe dovuto contenere una di quelle piccolissime figure. “Giacometti scriveva a Pierre Matisse, il suo gallerista, che comunque ci provasse doveva sempre partire dalla testa. Farla piccolissima era il modo di avere controllo sulla figura”, ha spiegato a ArtNews Daniella Luxembourg, una dei partner della galleria e un’esperta dello scultore.

Le minuscole dimensioni risuonano e diventano monumentali nello spazio della townhouse dell’Upper East Side, la seconda casa più stretta dell’intera Manhattan. Sempre in un’altra lettera a Matisse, lo scultore spiegò che, “volendo creare dalla memoria di quello che aveva visto, le sue opere diventavano sempre più piccole e finalmente diventavano somiglianti quando erano diventate così piccole che con un tocco del mio coltello finivano in polvere”.

La mostra rientra in un programma che la galleria sulla 77esima strada dedica alle tendenze dell’arte europea del secondo Novecento. Dopo le micro-sculture di Giacometti, la prossima mostra sarà su una serie di rare ceramiche di Lucio Fontana sullo sfondo della retrospettiva dedicata all’artista italo-argentino al Met Breuer che aprirà i battenti il prossimo 23 gennaio.

(di Alessandra Baldini/ANSA)