Su Twitter le fake news si diffondono a colpi di bot

Un bambino col naso di Pinocchio e un giornale dove spicca la frase "Fake news"
Su Twitter le fake news si diffondono a colpi di 'bot'

ROMA. – Su Twitter le fake news viaggiano a suon di “bot”: account manovrati da un software – e non da utenti in carne e ossa – che danno popolarità alle bufale in modo da farle passare per veritiere agli occhi dei frequentatori del social. A dirlo è uno studio dell’università dell’Indiana, secondo cui questi cinguettii robotici hanno avuto un peso rilevante nel diffondere la disinformazione durante le elezioni presidenziali Usa di fine 2016.

Per gli esperti, eliminare gli account automatizzati ridurrebbe “in modo significativo” la circolazione delle notizie false. A far piazza pulita, intanto, è Instagram, che dichiara guerra ai profili gonfiati da like, commenti e follower non autentici.

I ricercatori americani hanno preso in esame 14 milioni di messaggi e 400mila articoli condivisi su Twitter tra maggio 2016 e marzo 2017, a cavallo delle elezioni che hanno portato Donald Trump alla Casa Bianca. Dallo studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, è emerso che un 6% di account identificati come bot ha diffuso il 31% delle fake news, e ha condiviso il 34% degli articoli pubblicati da fonti non credibili.

I bot gonfiano le vele alla disinformazione. Agiscono subito prima che un bufala diventi virale sui social, aumentando il volume e la visibilità dei messaggi fino a quando si fa più probabile che siano condivisi in modo ampio. Il meccanismo è spiegato dal ricercatore Giovanni Luca Ciampaglia, coautore dello studio: “Le persone tendono a fidarsi di più dei messaggi che sembrano provenire da molte persone. I bot carpiscono questa fiducia, rendendo i messaggi così popolari che gli utenti reali sono indotti a diffonderli ulteriormente”.

I numeri del fenomeno sono stimati dallo stesso team universitario in un’indagine precedente, pubblicata nella primavera 2017: circa 48 milioni di bot, su un totale di 326 milioni di utenti alla fine del settembre scorso. Un argine è però possibile: se si eliminassero i 10mila account che più di tutti sembrano bot, la condivisione di notizie false crollerebbe del 70%, evidenziano gli esperti.

Togliere di mezzo ciò che non è autentico è l’ultimo obiettivo di un altro social, Instagram. La piattaforma dedicata alle immagini ha dato l’ultimatum agli utenti: basta col rivolgersi ad applicazioni esterne per gonfiare il profilo con migliaia di like e follower falsi. Ora questa popolarità farlocca si scontrerà con software che usano l’intelligenza artificiale per individuare chi ricorre ad aiuti esterni, e fare pulizia di tutto il fake. Il fine, spiega Instagram, è tutelare le “interazioni genuine” dalle “attività non autentiche”.

(di Laura Giannoni/ANSA)