La fotografia dell’Italia nei numeri, da Pil a occupazione

Disoccupazione. Una ragazza di fronte al tabellone con le offerte di lavoro
Economia in affanno, Pil rivisto a ribasso e disoccupazione sale

ROMA. – Pil in calo per la prima volta dal secondo trimestre del 2014, disoccupazione in crescita con l’andamento peggiore nell’Ue e occupazione al palo: i dati diffusi oggi dall’Istat fotografano un’economia in affanno e fanno riflettere sulla possibilità che si raggiungano le stime del Governo sul Pil di quest’anno dato che per il 2018 la crescita acquisita è stata rivista allo 0,9%. Ecco in sintesi il quadro che emerge dai dati pubblicati oggi a partire dal calo del Pil dello 0,1% registrato per il terzo trimestre:

PIL TERZO TRIMESTRE RIVISTO AL RIBASSO, -0,1% CONGIUNTURALE: si registra un calo del Pil per la prima volta dopo il secondo trimestre 2014. L’Istat rivede anche il dato di crescita su base annuale portandolo a +0,7% dallo 0,8% delle previsioni. La crescita acquisita per il 2018 è allo 0,9% (era all’1% nella stima preliminare) quindi al momento lontana dall’1,2% previsto dal Governo. La flessione è dovuta alla contrazione della domanda interna. Su base congiunturale, infatti, diminuiscono i consumi finali nazionali (-0,1%) e gli investimenti fissi lordi (-1,1%) mentre aumentano importazioni e esportazioni.

OCCUPAZIONE OTTOBRE AL PALO, TASSO DISOCCUPAZIONE SALE AL 10,6%: a ottobre l’occupazione è rimasta sostanzialmente stabile (+9.000 unità) su settembre mentre è cresciuta di 159.000 unità su ottobre 2017. Cresce in modo consistente il tasso di disoccupazione arrivando al 10,6% (dal 10,3% di settembre, rivisto al rialzo dal 10,1% della stima preliminare) segnando l’aumento maggiore nell’Ue. Nell’area Euro il tasso di disoccupazione è rimasta stabile all’8,1% mentre nell’Ue a 28 è rimasto fermo al 6,7%. La crescita annua dell’occupazione si concentra nell’occupazione over 50 (+330.000) sia per l’andamento demografico sia per la stretta sull’accesso alla pensione. Quindi nella sostanza la maggiore disoccupazione è dovuta alla riduzione degli inattivi. I disoccupati arrivano a 2.746.000 unità.

ANCHE PREZZI FRENANO, A NOVEMBRE – 0,1% MESE, +1,7% ANNO: anche i prezzi segnalano un momento di scarsa domanda con un arretramento a novembre dello 0,1% rispetto a ottobre e un avanzamento dell’1,7% sull’anno. L’inflazione acquisita per il 2018 è +1,2% per l’indice generale e +0,7% per la componente di fondo. Per il carrello della spesa (i prodotti di largo consumo) si segnala un aumento dello 0,7% sul mese e dell’1,1% sull’anno.

A NOVEMBRE CALA LA PRODUZIONE INDUSTRIALE: Il Centro studi Confindustria stima un calo della produzione dello 0,5% su ottobre e dello 0,7% sull’anno. Segno negativo anche per gli ordini (-0,3% su ottobre, -0,8% su anno) e attesa di peggioramento per la situazione economica. “Il calo dell’attività – spiegano gli industriali – è coerente con l’andamento negativo del clima di fiducia degli imprenditori manifatturieri. Dinamica degli ordini e attese delle imprese non lasciano intravedere alcun miglioramento nel breve termine”.