Tav: le richieste al governo, ecco il manifesto delle imprese

Un momento della convention 'Infrastrutture per lo sviluppo. Tav, l'Italia in Europa' presso OGR, Torino. Tav
Un momento della convention 'Infrastrutture per lo sviluppo. Tav, l'Italia in Europa' presso OGR, Torino, 3 dicembre 2018 ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

TORINO. – Dalla riunione torinese degli imprenditori italiani, che in tremila sono stati questo pomeriggio alle Ogr per riaffermare il loro sì alla Torino-Lione, arriva un manifesto in 12 punti che spiega le ragioni per cui la costruzione della nuova linea Tav non deve essere interrotta. Lo sottoscrivono Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna Casartigiani, Legacoop, Confcooperative, Agci, Confagricoltura, Confapi e Ance. Tutti uniti, e tutti critici con il “Governo del no”.

“Diciamo sì Tav – si legge nel documento – perché sogniamo un’Italia protagonista e puntiamo a una società inclusiva, perché mentre altri grandi Paesi realizzano ambiziosi obiettivi investendo sulle grandi infrastrutture, l’Italia non può danneggiare se stessa e l’Europa”. “Una rete infrastrutturale europea – afferma il manifesto – non è tale senza tutti i corridoi in cui si articola e, senza la Torino-Lione non esisterebbe il Corridoio Mediterraneo, per il quale l’Italia si è battuta con vigore”.

E ancora, fra i motivi del sì gli imprenditori elencano la quota di finanziamento a carico dell’Unione Europea salita dal 40% al 50%, e il fatto che “quella a carico dell’Italia è già stata tutta impegnata programmaticamente e non avrebbe impatti negativi sui saldi di finanza pubblica”.

“A conti fatti – rimarca il manifesto – completare la Torino-Lione costerebbe meno che non realizzarla, e senza la nuova linea il trasporto di merci su tutto il versante Ovest delle Alpi sarebbe più costoso. Costruendola invece al 2030 si ridurrebbe il transito stradale di quasi un milione di veicoli pesanti l’anno, tagliando emissioni inquinanti per tre milioni di tonnellate equivalenti di Co2”.

Fra gli ultimi punti: Milano-Parigi in 4 ore e mezza, stimolo alla crescita di 11,3 miliardi di euro fra 2020 e 2027, con cinquemila occupati in più l’anno. E perché, conclude il manifesto, “di tutto questo è convinta la maggioranza del Paese, che per quasi il 60% è favorevole alla Torino-Lione”.

(di Barbara Paloschi/ANSA)