Europa e Cina: forum per saldare un’alleanza che resiste a Trump

Europa e Cina: forum per saldare un'alleanza
Europa e Cina: forum per saldare un'alleanza

ROMA. – La Cina come opportunità “in un momento storico unico”, per un’Europa che è nel mezzo della guerra dei dazi fra Washington e Pechino ma può sviluppare le relazioni con quella che diventerà la prima potenza economica mondiale. A partire dalla nuova Via della Seta.

E’ il messaggio emerso dal Boao Forum di Roma, una conferenza dedicata alla “cooperazione e al dialogo” fra i due blocchi commerciali più ‘di peso’ a livello globale proprio mentre dagli Usa rimbalzano le avvisaglie che la tempesta dei dazi, che sembrava placata con la cena al G20 fra Donald Trump e Xi Jinping, rischia di essere solo rinviata.

E’ Paolo Borzatta, senior partner di The European House – Ambrosetti che co-organizza l’evento, a parlare di un’opportunità “unica” in un momento storico che vede il multilateralismo sotto attacco. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria, giunto per la conclusione della due giorni al Westin Excelsior e che ha effettuato la sua prima missione all’estero da ministro proprio in Cina per sottolineare “la interconnessione delle nostre economie”, spiega che l’Italia intende “inserirsi attivamente” e agganciare l’opportunità della Via della seta.

Romano Prodi, ex premier e presidente della Commissione europea e oggi a capo della Fondazione per la cooperazione globale, è convinto che l’Europa, pur stretta fra le pressioni Usa e un competitor formidabile come la Cina, “rimane forte” e può fare di più per “abbassare le tensioni fra la Cina e gli Usa”. Tanto più che sulla “deglobalizzazione” avviata da Washington “si sta giocando un gioco pericoloso” e che, dopo il G20, la situazione sul commercio globale “è imprevedibile”.

Al Boao Forum emerge anche la necessità che le opportunità di cooperazione – a partire dalla Via della Seta – siano “inclusive”. Occorre evitare che quello che è un ‘game changer’ sia percepito come un “semplice progetto di logistica” o come un “progetto imperialistico”, coinvolgendo invece la società civile e coloro che si sentono esclusi dalla globalizzazione, ragiona Enrico Letta, ex premier ora a Sciences Po a Parigi. E’ la presa d’atto che la globalizzazione, per dirla con l’ex commissario europeo al commercio Peter Mandelson, “o cambia, o non sopravviverà”.

Ne è convinto anche il viceministro all’Istruzione Lorenzo Fioramonti: “se non cambiamo il modello economico di questa globalizzazione” la risposta sarà “un ritorno al passato”. E non manca – in un Forum dove i padroni di casa sono i cinesi e tanti imprenditori italiani e manager sono qui per intessere relazioni – chi evidenzia come Pechino abbia molto lavoro da fare per rendere la globalizzazione più equa. Beniamino Quintieri, presidente della Sace, avverte che ci sono “preoccupazioni: le società cinesi godono di vantaggi quasi imbattibili” e la Cina “dovrebbe aprire” a quelle europee all’insegna della reciprocità.