No Tav e festa Lega, nelle piazze si spacca l’alleanza di governo

Una marcia dei No-Tav in Valle di Susa con striscioni. Governo
Una marcia dei No-Tav in Valle di Susa. ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

ROMA. – La festa della Lega a Piazza del Popolo, la marcia dei No Tav sotto la Mole: due piazze e due anime a confronto, unite da un’alleanza di governo che, domani, sarà probabilmente tenuta in disparte. Il sabato dell’Immacolata vedrà M5S e Lega distanti geograficamente e non solo. Quella di Torino non sarà una piazza “pentastellata” ma, sebbene della compagine governativa non dovrebbe parteciparvi nessuno, il M5S piemontese ci sarà, e in massa.

A Roma, invece, Matteo Salvini incoronerà la nuova Lega in una kermesse che, si sottolinea in maniera decisa tra i salviniani, sarà soprattutto una “festa”. La macchina organizzativa della piazza della Lega, in vista di domani mattina, si è mossa in grande stile: 250 gli autobus provenienti da tutta Italia più tre treni speciali. A Piazza del Popolo si attendono decine di migliaia di persone.

Dal palco, alle 12, Salvini farà un punto sulla “sua” Lega, con un occhio alle Europee ma limando, probabilmente, gli attacchi ad una Ue con cui è nel vivo la trattativa sulla manovra. Ma il messaggio a Bruxelles, in vista della tornata elettorale di maggio è chiaro sin dalla scritta che campeggia sul grande palco a sfondo blu di Piazza del Popolo: “L’Italia rialza la testa”.

Ed è un’Italia leghista che, per la prima volta in maniera evidente, dimostrerà come il partito di Salvini è nazionale e non più settentrionale. Chissà se, dal palco, il vicepremier farà cenno ad uno dei grandi nodi che lo divide dagli alleati: le Grandi Opere.

Certo, da Torino, il “no” alla Tav si preannuncia fragoroso: in piazza ci saranno tutti i consiglieri M5S del Comune. E, raccontano nel Movimento, ci saranno anche diversi parlamentari. Il “no” alla Tav, soprattutto dopo il placet del governo al Tap, resta peraltro uno dei cardini del racconto ortodosso pentastellato. Un racconto che trova anche un protagonista d’eccezione: Beppe Grillo, arrivato a Roma e poi, chissà quanto casualmente, sarà in visita alla Fiera della media e piccola editoria.

La Tav “non è progresso”, con l’opera “ci guadagnerà soltanto chi la costruirà”, è l’affondo dell’ex comico via blog, dove fa riferimento anche alle recenti manifestazioni per il Sì, che hanno visto soprattutto gli imprenditori protagonisti. “E’ curioso come, a difendere un buco mai fatto in val di Susa, troviamo persone che riferiscono di appartenere a tutto lo spettro delle realtà produttive”, scrive infatti Grillo che attacca: “fanno un gioco di prestigio, mettono insieme Pil e progresso”.

A quegli imprenditori, però, i gialloverdi devono guardare. E già domenica Salvini aprirà le porte del Viminale i leader “delle 12 associazioni del ‘fronte delle imprese'” che vogliono il sì alla Tav. Martedì, invece, toccherà a Luigi Di Maio avviare un tavolo permanente con le imprese sulla legge di bilancio. Il tutto, con una data sullo sfondo: quella del 13 dicembre, quando a Milano, sotto lo slogan “Quelli del sì”, scenderanno in piazza le pmi. E se le piazze di domani dividono gli alleati, quella meneghina li unisce in una non facile impresa: riannodare i fili del governo giallo-verde al polmone produttivo italiano.

(di Michele Esposito/ANSA)