Visco: “La politica parli più di giovani che di decimali”

Il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, durante la lettura delle considerazioni finali presso la sede centrale a Roma.
Il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, durante la lettura delle considerazioni finali presso la sede centrale a Roma. ANSA/CLAUDIO PERI

NAPOLI. – Stabilità finanziaria, abbassando lo spread per mantenere sostenibile il debito pubblico ed evitare danni ai conti e ai risparmiatori privati in un contesto di rallentamento dell’economia ma anche provare a guardare al futuro e a una delle risorse fondamentali del paese: i giovani. Il governatore di Banca d’Italia Ignazio Visco invita “la politica a porsi la domanda” di cosa “faranno i giovani. E’ molto più importante del decimale (del rapporto deficit/pil contestato dalla Ue ndr), che pure è importante, su cui ci stiamo concentrando”.

Il Governatore parla nella Napoli in cui è nato, all’evento organizzato dal quotidiano Il Mattino. Sul palco del Teatro del Palazzo Reale, prima di lui, si raccontano storie di successo del Sud: economiche come Manuel Grimaldi, Paolo Graziano (Magnaghi Aeronautica), Giuseppe Di Martino o della cultura e della sanità come il produttore cinematografico Nicola Giuliano e il direttore del dipartimento Oncoematologia di Avellino Cesare Gridelli.

Il Mezzogiorno, spiega Visco intervistato dal direttore della testata Federico Monga, non “è un pezzettino del Paese e conta un terzo della popolazione italiana e un quarto del Pil” ed è colpito da un’amministrazione che talvolta non funziona problemi di legalità e un’istruzione che ha recuperato meno. E anche per questo il governatore sottolinea come seppure “il benessere sia cresciuto molto e non ci sono più a Napoli i bimbi senza scarpe che vedevo io da piccolo prima di trasferirmi a Roma”, “i giovani hanno ragione di cercare di capire come sarà il futuro”.

Per affrontare il cambiamento imposto dalla globalizzazione “è necessario studiare” con una formazione continua anche da adulti visto che mestieri e lavori cambiano. I “giovani poi – aggiunge – devono chiedere al paese rispetto delle regole e della legalità”. Certo il Sud quindi e l’Italia hanno recuperato terreno rispetto alla crisi del 2012 quando lo spread era a oltre 500 punti e si rischiava la rottura totale dell’euro, evitata da Draghi e il suo discorso a Londra.

Ebbene rispetto ad allora le banche sono “migliorate molto”, hanno ridotto gli Npl e i tassi applicati a Sud e a Nord si sono avvicinati. E soprattutto “non c’è più quel rischio” di uscita del nostro paese dalla moneta unica. Una convinzione che però i mercati negli ultimi mesi non hanno “stimolati da letture e dichiarazioni poco approfondite”. Però appunto lo spread va abbassato.

Un alto debito pubblico seppure sostenibile nel breve, alla lunga determina un calo del valore delle attività finanziarie sia direttamente nei Btp e Bot posseduti che indirettamente (tramite fondi e gestioni) ricadendo sulle banche e sui loro costi di raccolta. “Un circolo negativo” che va evitato per il nostro paese, ammonisce Visco per l’ennesima volta, specie in un contesto di frenata dell’economia mondiale anche a causa dei dazi.

E infine il governatore puntualizza su un aspetto: la Banca d’Italia “non ha mai detto che il sistema bancario italiano” fosse il più solido d’Europa sottolineando come si parla di sistema nel suo complesso mai di singole banche, ed effettivamente vi sono state singole banche in grandi difficoltà” anche per una loro cattiva gestione.

(di Andrea D’Ortenzio/ANSA)