Violentata giovane italo-americana in una stazione di bus

MADRID – E’accaduto a una studentessa italo-americana di 27 anni, Andrea Sicignano. L’incubo di una notte: picchiata e violentata in un parcheggio per autobus, oscuro e deserto, nei paraggi dell’ “Intercambiador” di “Aluche”. E’proprio lei a raccontare in un lungo post su Facebook, la terribile notte, la più terribile della sua vita. Certe cose, sostiene, “possono accadere a chiunque”, ma bisogna poi avere il coraggio di rompere il muro del silenzio, denunciare e, comunque, non nascondersi né vergognarsi.

Tutto è accaduto quando assieme ad un amico decide di assistere a uno spettacolo di flamenco. La serata prosegue tra “tapas”e “pinchos”. Si beve, forse anche qualche bicchiere di troppo. Poi ognuno torna a casa sua. Lei e l’amico si separano per prendere i rispettivi autobus. Ma Andrea, nata a Lindenhurst (piccola località dello Stato di New York”)  sbaglia, sale su quello che non era. Si ritrova in uno scuro parcheggio. Erano circa le 4 del mattino.Non sa dov’è. Cerca aiuto ad un uomo che era sull’autobus con lei. Così la stessa Andrea racconta, nel lungo post su Facebook, quanto accaduto poi:

 «Non ricordo cosa sia successo dopo, ma appena ho capito che poteva essere pericoloso ho cercato di allontanarmi. Ma a quel punto ha iniziato a essere violento, mi ha picchiata, io urlavo e cercavo con tutti le mie forze di scappare. Mi ha picchiata finché non ho smesso di reagire, finché non riuscivo più neanche a urlare. Vedevo solo sangue. Ero sicura che mi avrebbe ucciso, allora ho chiuso gli occhi. Mi sono finta morta. E ho pregato che quando avessi riaperto gli occhi, lui se ne sarebbe andato. Mi ha violentata».

Poco dopo l’uomo si allontana. L’arrivo della polizia, la denuncia di Andrea. Il delinquente è stato arrestato. Andrea lo ha riconosciuto.

Sempre su Facebook Andrea scrive:

«Per favore, chiunque abbia una madre, una sorella, una moglie, un’amica, la abbracci forte. Quello che mi è successo è reale, può succedere a chiunque e continuerà a succedere. Ma non lascerò che questo distrugga il mio spirito, la mia indipendenza come donna».

Poi aggiunge:

«Però quello che mi è accaduto mi ha cambiata. E succede a tante donne, sempre. Le donne non sono oggetti, ricordatevi, non possiamo essere prese, usate e scartate. Non possiamo vivere nella paura, non dobbiamo lasciare che il male vinca. Questo deve essere un messaggio per incoraggiarci, non scoraggiarci. Sono fortunata di poter essere qui ancora a raccontare questa storia. Avrebbe potuto finire molto peggio. E questo, non deve più accadere».

Redazione Madrid