Giura nuovo Congresso. Nancy Pelosi una mina per Trump

Russiagate: Nancy Pelosi con il martello di lego di speaker della Camera. Trump
Nancy Pelosi, l'italoamericana rieletta speaker della Camera

WASHINGTON. – Giura dopo i selfie di rito il 116/mo Congresso americano, quello record per numero di donne (127, quasi tutte dem) dopo l’onda #Metoo e per le ‘prime” volte di rappresentanti musulmani (una deputata ha usato il corano di Thomas Jefferson), nativo-americani e della comunità Lgbt. E giura come nuovo speaker della Camera, tornata ai dem dopo le elezioni di Midterm, l’italo-americana Nancy Pelosi, che a 78 anni fa ancora la storia riprendendosi il ‘gavel’, il martelletto già usato dal 2007 al 2011, quando diventò la prima donna al vertice della House.

Emozionata nonostante la lunga carriera alle spalle, la ‘veterana’ californiana, completo fucsia e corte di nipotini, ha incassato 220 voti e una lunga standing ovation. Un successo annunciato, che aveva voluto festeggiare già la sera prima nella sede dell’ambasciata italiana – ospiti d’onore i Clinton e John Kerry – ricordando con forte affetto le sue origini italiane, alla vigilia del suo incontro domani con il ministro degli esteri Enzo Moavero Milanesi.

Da oggi comincia anche una nuova era per Donald Trump, irta di maggiori ostacoli e insidie nella sua corsa per la rielezione nel 2020. Innanzitutto perché i dem alla Camera potranno bloccare la sua agenda, controllare meglio il suo operato e avviare indagini sull’amministrazione di un presidente che finora aveva potuto contare sul pieno controllo repubblicano di tutti i poteri. In secondo luogo perché la potente ed esperta Nancy Pelosi è diventata non solo la terza carica dello stato ma anche la leader dell’opposizione al tycoon. Una mina vagante nella sua nuova campagna per la Casa Bianca.

La Pelosi ha già messo in allerta il presidente sull’impeachment, annunciando che i democratici attenderanno e valuteranno gli esiti dell’inchiesta del procuratore speciale Robert Mueller sul Russiagate: “non dovremmo fare l’impeachment per motivi politici ma non dovremmo evitare l’impeachment per motivi politici”, ha detto in una intervista a Nbc alla vigilia della sua elezione.

E ha detto di ritenere una “discussione aperta” anche l’ipotesi, finora esclusa dal ministero della giustizia, che un presidente in carica possa essere condannato dalla magistratura ordinaria perché non c’è giurisprudenza consolidata in materia. In ogni caso “tutto indica che un presidente può essere condannato dopo che non è più in carica”, ha precisato, riferendosi a varie inchieste in corso, da quella sulla sua fondazione di Trump alla sua possibile violazione della legge elettorale per aver comprato il silenzio di una pornostar per non compromettere la sua campagna presidenziale: “Bisogna rispettarci l’uno con l’altro e soprattutto rispettare la verità” ha poi aggiunto nel suo primo intervento da speaker del 116mo Congresso.

Il primo banco di prova dei rapporti tra il nuovo Congresso e Trump sarà il voto sulla legge di spesa per uscire da uno shutdown che dura da quasi due settimane. Il tycoon vuole che includa i fondi per il muro, ma i dem non intendono dare neppure un dollaro e oggi prevedono di votare un provvedimento che riaprirebbe il governo lasciando il cerino di un eventuale ‘no’ ai repubblicani e allo stesso Trump. Una strategia messa a punto dalla stessa Pelosi, che e’ riuscita a superare la fronda interna al partito promettendo un limite di 4 anni al suo mandato e più spazio ai volti nuovi e giovani. Una promessa che gli elettori sperano valga anche nella prossima corsa per la Casa Bianca.

(di Claudio Salvalaggio/ANSA)