Sport e giornalismo in lutto, muore l’italo-venezuelano José Visconti. Ecco come l’ho conosciuto io

Visconti in cattedra in un'aula universitaria.
L'italo-venezuelano José Visconti é stato uno dei volti noti del giornalismo sportivo. foto cortesia

CARACAS – Il 6 gennaio, gli amanti del giornalismo sportivo abbiamo ricevuto la più triste delle notizie. Una di quelle che ti lasciano sotto shock, come subire un gol al 93esimo. Nella città di Caracas é morto l’italo-venezuelano José Visconti, giornalista ed amico.

Sono cresciuto vedendo il TG sport dello storico El Observador sull’emittente televisiva RCTV e con le sue famose frasi: “Deportivísimos amigos”, “apetito de campeón”, “para sacarla de jonrón”.

L’annuncio funebre del Circulo de Periodistas Deportivo

Visconti, nato a Caracas nel 1948 era uno dei volti più noti del giornalismo sportivo nazionale prima su RCTV e poi su Meridiano TV (é stato uno dei fondatori del canale sportivo). Mentre sulle onde hertziane la sua voce la sentivamo grazie a Radio Caracas Radio e Radio Capital. Molti lo ricorderanno anche per essere stato uno degli animatori durante l’atto che si é svolto nello stadio Universitario durante la prima visita del santo padre Giovanni Paolo II.

Ha lavorato per diversi quotidiani come El Nacional (come reporter), El Universal (capo redattore della sezione sportiva), La Religión (é stato il direttore), Universo Deportivo (direttore), Meridiano (vice-direttore), Diario de Caracas (capo redattore della sezione sportiva).

Ha anche lavorato come professore presso l’Universidad Católica Santa Rosa dove ha ricevuto il titolo di “Profesor Ilustre”. In carriera ha messo in bacheca due premi nazionali di giornalismo, un Premio de la Fundación Casa del Artista e recentemente l’Abelardo Raidi dell’Associazione Internazionale della Stampa Sportiva in America (AIPS).

José Visconti il giorno che ha incontrato Giovanni Paolo II.

Quando ho avuto la fortuna di conoscerlo é stato un grande orgoglio per me, poi siamo diventati amici. Ogni volta che c’incontravamo le sue frasi erano: “FIORAVANTE! Come andiamo ragazzo?”, “Tutto a posto?”, “Come va la Voce?”.

Adesso piangiamo la tua scomparsa “Prof” (anche se non ho avuto la fortuna di averti in un’aula scolastica, sei stato un esempio per tutti noi che amiamo il giornalismo sportivo). Joseito hai lasciato una grossa eredità, oggi sicuramente t’incontrerai con il santo padre Giovanni Paolo II (che tanto amavi e che hai avuto la fortuna d’incontrare durante la sua prima visita in Venezuela). Riposa in pace caro amico.

(di Fioravante De Simone)