Dopo i veti, prove di accordo M5S e Lega sul referendum

SI o NO: la scheda dell'ultimo referendum
SI o NO: la scheda dell'ultimo referendum

ROMA. – Sembra avvicinarsi un accordo tra M5s e Lega sulla riforma costituzionale che introduce il referendum propositivo: alla scadenza del termine per presentare in Commissione Affari Costituzionali della Camera gli emendamenti al testo base, il partito di Salvini ha evitato di presentare la propria proposta che introduce il quorum, in risposta alla disponibilità del M5S ad affrontare il tema, dopo il “niet” delle precedenti settimane. Ma il quorum non è l’unico nodo e le opposizioni sono pronte a far sentire la propria voce.

Il 18 dicembre, la relatrice Fabiana Dadone (M5s) aveva presentato un testo base che correggeva leggermente il ddl firmato dai due capigruppo di maggioranza, Francesco D’Uva (M5s) e Riccardo Molinari (Lega), mantenendone l’impianto. Si prevede che una proposta di legge di iniziativa popolare, se appoggiata da 500 mila firme, debba essere esaminata dal Parlamento entro 18 mesi. Se le Camere approvano un testo modificato, il Comitato promotore può decidere se ritenersi soddisfatto o chiedere un referendum senza quorum tra i due testi.

La Lega aveva preannunciato l’intenzione di proporre l’adozione di un quorum del 30%, ma oggi non ha presentato emendamenti, mentre le opposizioni ne hanno presentato in tutto solo 270. Il capogruppo in Commissione Igor Iezzi ha spiegato il gesto come “risposta alla disponibilità del M5S a discuterne su questo tema che fino a poco tempo fa era un tabù”.

Tanto da far circolare diverse voci, che però non hanno trovato conferma ufficiale, di un’intesa raggiunta tra gli alleati di governo suscitando il sospetto delle opposizioni: “Lega e M5s fanno scambi su tutto – ha detto Roberto Speranza di Leu – la prescrizione in cambio del dl sicurezza. Far diventare la Costituzione merce di scambio per i soliti accordi di potere, come sembra accada sul referendum propositivo, è sinceramente inaccettabile”.

Tutte le opposizioni, dal Pd a FI, da Leu a FdI fino a +Europa, chiedono una forma di quorum e temono che, se M5s e Lega troveranno l’accordo su questo, poi blinderanno il testo. Gli altri nodi riguardano le materie oggetto di referendum propositivo sulle quali le opposizioni chiedono restrizioni (escludendo per esempio la legge di bilancio) e l’eventuale chiamata alle urne per scegliere tra il testo del Parlamento e quello del Comitato promotore.

Sia il Pd, con Stefano Ceccanti, sia FI, con Francesco Paolo Sisto, sottolineano il rischio di una delegittimazione della democrazia rappresentativa rispetto alla cosiddetta democrazia diretta. Il ministro Riccardo Fraccaro osserva invece che il referendum propositivo “stimolerà il Parlamento a legiferare in materie nelle quali gli equilibri delle maggioranze renderebbero difficile una decisione”. Da mercoledì si inizia a votare in Commissione sugli emendamenti e sul testo che dovrebbe approdare in Aula, alla Camera, il prossimo 16 gennaio.

(di Giovanni Innamorati/ANSA)