Germania: gelata su industria alimenta il timore di recessione

Germania, la catena di montaggio di un'industria automobilistica tedesca.
Germania, la catena di montaggio di un'industria automobilistica tedesca.

BERLINO. – L’ultimo dato negativo, nella Germania che quotidianamente s’interroga sulle prospettive della sua solida economia, arriva dalla produzione industriale: con un calo a novembre dell’1,9% (mentre si attendeva appena un -0,3). La gelata rilancia i timori di una recessione, che proprio oggi diversi economisti tendevano a ridimensionare, dalla prima pagina della Welt, dedicata al tema della “crisi”.

Recentemente tutti gli istituti economici hanno rivisto al ribasso le previsioni di crescita (l’Ifo per il 2019 parla addirittura di un 1,1% con un taglio dello 0,8 rispetto alle stime autunnali). E anche la Bundesbank non ha fornito scenario dei più rosei, col taglio del Pil del 2018 di uno 0,5%, al 2.

Fra i fattori di rischio tenuti sotto stretta osservazione dai tedeschi, innanzitutto la Brexit: del resto lo spauracchio di un’uscita disordinata non è affatto alle spalle in queste ultime ore. Quindi, i complicati rapporti con Donald Trump, e lo scenario di una guerra commerciale, che potrebbe dare seri problemi all’industria dell’auto. Gli esperti però avvertono che la tenuta della locomotiva tedesca dipenderà soprattutto da quello che accade in Cina.

E questo viene sottolineato proprio nei giorni di una missione del ceo di Vw a Pechino, che ha annunciato una “Volkswagen sempre più cinese” in futuro, rivelando che se l’anno scorso ha trascorso 20 giorni all’ombra della grande muraglia, quest’anno il soggiorno durerà almeno il doppio. In un clima di generale incertezza, hanno sollevato nuove polemiche anche le parole del ministro delle Finanze Olaf Schoz, che alla Bild am Sonntag ha ribadito: “Gli anni grassi sono finiti”.

“La bella epoca in cui lo Stato riceve sempre più i tasse di quanto si aspetta sta arrivando alla fine”, ha affermato il vicecancelliere socialdemocratico. Proprio a causa del raffreddamento della congiuntura Scholz non ritiene che il cosiddetto “Soli” (tassa che si paga per i Laender che un tempo facevano parte della Germania dell’est) possa essere abolito del tutto. Come chiede invece, parlando alla Dpa, il presidente dell’associazione dei contribuenti, Reiner Holznagel, secondo il quale è arrivato il momento di alleggerire il carico fiscale sui concittadini a partire da questa mossa e affrontando finalmente le riforme che faranno pagare meno tasse ai tedeschi.