Padrino López: “Le Forze Armate fedeli al presidente Maduro”

Caracas – Il Ministro della Difesa, Vladimir Padrino López, ha espresso “profonda indignazione e rifiuto categorico” nei confronti della dichiarazione del Gruppo di Lima. L’Alto Comando della Forza Armata Nazionale Bolivariana (FANB) sosterrà il Presidente Nicolás Maduro nel suo giuramento di domani per un secondo mandato, nonostante le forti tensioni interne e di gran parte della comunità internazionale.

Il ministro della Difesa ha messo in discussione la posizione dei diversi governi della regione e degli altri paesi interessati, dichiarando:

“Siamo preoccupati per la posizione di questo gruppo di governi che, essendo satelliti dell’impero nordamericano, intendono ordinare al popolo venezuelano, e siamo anche preoccupati che i portavoce dei partiti di opposizione continuino a far da eco a questa dichiarazione infame, illegale e irragionevole”.

La FANB ha espresso “sostegno incondizionato e assoluta fedeltà al cittadino Nicolás Maduro come presidente costituzionale e comandante in capo per il periodo 2019-2025”, secondo una dichiarazione letta alla stampa dal Ministro Lopez, accompagnato dagli altri membri della leadership militare.

Ha rincarato la dose esprimendo “profonda indignazione e rifiuto categorico” nei confronti del Gruppo di Lima, che con il sostegno degli Stati Uniti e l’unica eccezione del Messico, venerdì scorso ha chiesto al Presidente Maduro di astenersi dall’assumere il potere e di trasferirlo all’Assemblea Nazionale. Ricordiamo che il presidente è stato rieletto lo scorso 20 maggio in elezioni denunciate dall’opposizione come fraudolente e disconosciute dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea.

Durante il suo affondo il Ministro Lopez ha continuato definendo “aberrante” il comportamento del Gruppo di Lima e ha anche condannato “qualsiasi provocazione o dispiegamento militare” che “minacci la pace della regione”, dopo l’incidente diplomatico con la Guyana sull’intercettazione di navi della Exxon Mobil in una zona marittima, la cui sovranità è rivendicata da entrambi i paesi, definendola una violazione del diritto internazionale.

Caracas sostiene che il capitano di una delle navi di esplorazione sismica ha riconosciuto che si trovava in acque venezuelane, dichiarazione questa non confermata dalla controparte.

“Lungi dall’accettare un approccio così aberrante, intensificheremo la nostra presenza e le misure di sorveglianza in ogni angolo della nazione”, ha avvertito il Generale Vladimir Padrino López. Riferendosi alla controversia sull’Esequibo, un’ampia area con ricchezze minerarie e un mare territoriale con riserve di petrolio greggio, il funzionario ha accusato l’opposizione ad assumere “un atteggiamento arrendevole e servile” per aver sostenuto pienamente l’esortazione del Gruppo di Lima.

Maikel Moreno, presidente della TSJ, ha convocato Maduro per il giuramento domani come previsto. Il Parlamento venezuelano, che sabato scorso ha definito Maduro “usurpatore”, ha iniziato a discutere le formule per promuovere una “transizione politica”.