Al via la prima connessione diretta fra Europa e Sud America

Mappa con il disegno della prima connessione diretta fra Europa e Sud America.
Via libera alla prima connessione diretta fra Europa e Sud America.

ROMA. – Via libera alla prima connessione diretta fra Europa e Sud America dedicata anche alle attività di ricerca, grazie al sistema di cavi sottomarini che dovrebbe essere operativo entro il 2020. Il contratto è stato firmato dalle aziende EllaLink e Alcatel Submarine Networks. Ne danno notizia il progetto Geant, che comprende 26 Paesi, e l’organizzazione internazionale RedClara a nome del consorzio Bella (Building the Europe Link to Latin America), che potrà utilizzare parte della capacità del nuovo cavo sottomarino per la ricerca e l’istruzione.

La rete della ricerca e dell’istruzione italiana Garr ha giocato un ruolo di primo piano nello sviluppo del progetto ed è in prima fila nella sua realizzazione, come coordinatore europeo del consorzio Bella. L’inizio della costruzione del sistema di cavi in fibra ottica, che attraverserà una distanza in linea d’aria pari a circa 5.500 chilometri, è prevista entro l’anno. In programma anche la realizzazione delle stazioni di Terra in Portogallo e in Brasile.

Il trasporto dei primi pacchetti di informazione è previsto nel 2020. La capacità iniziale dedicata alla ricerca è di 100 Gbps, più altri 100 Gbps riservati al programma europeo per l’osservazione della Terra Copernicus, gestito da Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Commissione Europea.

La rete della ricerca e dell’istruzione italiana Garr ha giocato un ruolo fondamentale nello sviluppo del progetto ed è in prima fila nella sua realizzazione, come coordinatore europeo del consorzio Bella. “Grazie all’azione di Garr, iniziata quasi dieci anni fa e mai interrotta, per la prima volta su questa scala il mondo delle reti accademiche si è fatto promotore di una cooperazione pubblico-privato per la creazione di una infrastruttura che unisce direttamente due continenti”, ha detto il co-presidente del consorzio Bella Fernando Liello.

“Il progetto – ha aggiunto – avrà un impatto enorme non solo sulla ricerca, ma sulle implicazioni commerciali e sociali delle relazioni tra due continenti con radici così vicine ed allo stesso tempo geograficamente remoti”.