2.300 morti nel Mediterraneo, mille in meno del 2017

In mare aperto si intravedono le teste dei migranti naufraghi
Migranti naufraghi al largo della Turchia .(ANSA)

ROMA. – Per il quinto anno consecutivo, nel 2018 più di 4.000 migranti hanno trovato la morte nel tentativo di lasciare il proprio Paese nella speranza di trovare rifugio altrove. Un dato drammatico che però è in calo rispetto a quanto avvenuto l’anno precedente, quando le vittime registrate furono oltre 6.000. Più della metà delle vittime nel 2018 arriva dalle acque del Mediterrano, dove l’Organizzazione internazionale sulle migrazioni stima in 2.297 i migranti morti, circa 1.000 in meno rispetto al 2017 e 4.000 rispetto al 2016.

I dati pubblicati oggi dall’Oim rivelano un calo generale delle morti sulle rotte migratorie, in particolare su quella verso l’Europa. “Metà delle vittime – spiega l’organizzazione – faceva parte dei 116.000 migranti arrivati in Europea attraverso il Mediterraneo. Ci sono poche fonti attendibili su morti e dispersi a causa della natura clandestina della migrazione irregolare. Così i dati raccolti in alcune zone, in particolare nel deserto e nel Mediterraneo sono incomplete”.

“Solo nelle ultime due settimane – spiega l’Oim – sulle tre rotte del Mediterraneo si è registrata la morte di 23 persone, tra cui due bambini. Altri 31 sono invece dispersi. Nello stesso periodo le navi di Guardie Costiere, Marine, associazioni di soccorso e un cargo americano hanno salvato la vita di 135 migranti”.

Gli unici dati in aumento sono quelli dei decessi nel Corno d’Africa, passati dai 179 del 2017 ai 274 del 2018. Sono dimezzate, invece, le vittime in Nordafrica (si passa dai 1.007 del 2017 ai 567 del 2018). Restano praticamente stabili, invece, quelle al confine tra Stati Uniti e Messico (415 nel 2017, 393 nel 2018) e quelle in Europa (97 nel 2017 e 109 nel 2018). I dati raccolti dal progetto “Missing Migrants” dell’Oim fanno riferimento al Global Migration Data Analysis Centre ma arrivano anche da altre numerose fonti, alcune anche non ufficiali.