Roma: è scontro sui rifiuti, il ministero bacchetta la Regione

Rifiuti in una strada di Roma.
Rifiuti in una strada di Roma. (ANSA)

ROMA. – Chi deve puntare il dito sulla mappa e dire, in definitiva, dove sorgerà una nuova discarica per i rifiuti di Roma? Per il governo spetta alla Regione Lazio, per la Regione spetta alla Città Metropolitana, per la Città Metropolitana il compito è, ancora, della Regione. E tra i ‘palazzi’ è per l’ennesima volta scontro aperto.

S’è tenuta al ministero dell’Ambiente una riunione della cabina di regia voluta dal ministro Sergio Costa: al tavolo ci sono tutti gli enti coinvolti, e ci sono anche le mappe della Città Metropolitana, quelle che distinguono i (tanti) territori ‘no’ e i (pochissimi) territori papabili per una discarica, per assenza di vincoli o altri impedimenti.

Filtrano indiscrezioni, finiscono sui giornali: si parla del IV Municipio verso Guidonia, del XIV, dell’area di Fiumicino, del Comune (sito Unesco) di Cerveteri. Insorgono i sindaci: ‘mai da noi’. La Città metropolitana, il cui sindaco è la M5s Virginia Raggi, deve allora puntualizzare: “Non abbiamo indicato alcun sito. La mappa riporta le aree indicate dai Comuni come idonee”.

E’ la Regione che “nell’ambito del nuovo Piano regionale” dovrà “individuare le tipologie di impianti e la loro ubicazione”. Mezz’ora dopo la bacchettata è confermata dal ministero dell’Ambiente, ed è praticamente una parafrasi: “Spetta esclusivamente alla Regione Lazio, nell’ambito del nuovo Piano, la scelta dei siti idonei per gli impianti e la loro tipologia” scrive il dicastero guidato da Costa, considerato vicino al M5s. La Regione Lazio del Pd Nicola Zingaretti però non ci sta: la legge, in questo caso il Testo unico ambientale, dice tutt’altro e “non è suscettibile di interpretazioni di parte”.

E’ alla ex-Provincia che spetta “l’individuazione delle zone idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti, nonchè delle zone non idonee”. A noi, prosegue la Regione, compete semmai individuare i criteri di maggiore o minore idoneità, oltre a redigere il nuovo Piano regionale atteso da anni: “Sarà approvato in giunta entro gennaio” assicura la Regione, ma in ogni caso è necessario che il Campidoglio fornisca “l’aggiornamento del Piano industriale di Ama per conoscere il fabbisogno impiantistico previsto per la gestione del ciclo dei rifiuti della Capitale”.

In città intanto non c’è quartiere senza cassonetti strabordanti. Di oggi le foto di marciapiedi di alcune strade sulla Cassia invase da cumuli di spazzatura. E relativi topi e avvistamenti di cinghiali. Ora anche la Chiesa, per bocca del vescovo ausiliare di Roma Paolo Ricciardi, tira le orecchie alla politica: “E’ triste – ha detto il monsignore, nato e cresciuto nella Capitale – vedere la città ridotta in questo modo. Non ci si rende conto che l’attenzione alla vita quotidiana e anche alla serenità della gente passa per il decoro e la cura dei nostri quartieri, delle nostre strade. E’ vero che non bisogna rilanciare sempre la palla solo a chi governa che ha le sue responsabilità e le sue colpe – ha aggiunto ai microfoni di Radio Vaticana – però guardiamo a questa città e ridiamole la sua bellezza autentica”.

(di Gabriele Santoro/ANSA)