Ivanka Trump in corsa per presidenza Banca Mondiale

Ivanka Trump, con Crhistine Lagarde e Angela Merkel ad un summit.
Ivanka Trump, con Crhistine Lagarde e Angela Merkel ad un summit.

NEW YORK. – Ivanka Trump in corsa per la presidenza della Banca Mondiale. La figlia-consigliera di Donald Trump è uno dei nomi allo studio per sostituire Jim Yong Kim, che si è dimesso a sorpresa a tre anni dalla fine del suo mandato. Fra i papabili sostituti di Kim anche l’ex ambasciatrice americana all’Onu Nikki Haley, il numero uno dell’agenzia americana per lo sviluppo internazionale Mark Green e David Malpass, il funzionario del Tesoro responsabile per gli affari internazionali.

”Abbiamo ricevuto un significativo numero di raccomandazioni per buoni candidati e abbiamo avviato il processo di revisione” si limita a dire il Tesoro americano. Per una tradizione non scritta il presidente della Banca Mondiale è un americano: è cosi da quanto l’istituto è stato fondato. Se la norma sarà rispettata, spetta al presidente americano nominare il successore di Kim.

Ma date le tensioni intorno alle ultime nomine è possibile che la nomina si traduca in uno scontro frontale fra l’amministrazione e i paesi emergenti, che reclamano da anni un maggior peso all’interno della Banca Mondiale e chiedono di essere ascoltati. Se la scelta dovesse ricadere su Ivanka Trump, che ha lavorato da vicino su alcuni progetti con Kim, lo scontro per Trump sarebbe anche il mondo politico americano, che guarda già con scetticismo al ruolo della First Daughter.

Quando Kim è stato scelto da Barack Obama, la sua nomina si è scontrata, in una prima assoluta, con i candidati di Nigeria e Colombia. Ma alla fine Kim l’ha spuntata e questo anche perchè gli Stati Uniti sono il maggiore ‘azionista’ della Banca Mondiale con il 16% dei diritti di voto. Anche per il dopo Kim ci sarebbero in corso candidati dei paesi emergenti. Fra questi Ngozi Okonjo-Iweala, l’economista nigeriana che aveva sfidato Kim nel 2012, e Donald Kaberuka, l’economia del Rwanda ed ex presidente della Banca Africana per lo Sviluppo. In corsa potrebbe esserci anche Sri Mulyani Indrawati, il ministro delle finanze indonesiano.