Angelo Pintus, un’ondata di italianità per il pubblico “madrileño”

Madrid – Il Teatro Lara è piccolo, vintage e molto accogliente. Pieno, tutti italiani che in un noioso lunedì sera hanno deciso di sentirsi un po’ più vicini a casa. Sono tutti in trepida attesa che il miglior comico presente sul territorio nazionale oggi inizi il suo monologo. Si alza il sipario ed esce nel suo completo con camicia e gilet nero Angelo Pintus. Da quel momento in poi, passano due ore e mezzo d’ilarità pura.

Pintus, mattatore puro sangue, con una lunga esperienza nei villaggi turistici come animatore, prima di passare alla TV con Colorado Caffè è oggi un affermato one man show d’eccellenza. Grazie a un tour che lo ha portato negli ultimi anni a oltre 140 spettacoli in tutta Italia, dall’anno scorso ha iniziato a “esportare” la sua energia e ilarità nei teatri di tutta Europa.

Per due ore e mezzo non smette mai un secondo di parlare, di imitare, di improvvisare, interagendo con il pubblico continuamente e toccando la maggior parte dei temi d’attualità. Le sue imitazioni di Zlatan, Silvio e Bruno Vespa lasciano letteralmente piegati in due dal ridere. Trasforma l’ordinarietà del quotidiano in un fiume in piena di battute, dal pranzo pesante che ancora non aveva digerito al continuo coinvolgere e prendere in giro la moglie Michela, fedelissima sempre presente ad ogni suo show.

“Destinati all’Estinzione” è un’analisi comica e profonda dei mali della società moderna, dell’uso scorretto da parte degli adulti dei social network e delle abitudini scorrette nei confronti dei rifiuti, del riciclo e dell’educazione dei bambini (presenti in sala e suoi fan più fedeli).

Angelo Pintus è sempre in movimento, non smette mai di far ridere grazie a una presenza scenica totale, percorre in lungo e in largo il palco continuamente, ballando, saltando, imitando e coinvolgendo il pubblico grazie alle sue incredibili doti di improvvisazione. Mai volgare e sempre lucido, ha regalato una serata di grande italianità al pubblico italiano a Madrid. Ci possiamo solo augurare che sia la prima di una lunga serie.

Michele Alberighi