Anche l’Europa nella corsa alla Luna, bando per aziende

Una stazione lunare. Luna
Una stazione lunare.

ROMA. – Anche l’Europa, come Stati Uniti e Cina, si prepara alla corsa per la Luna. Il satellite della Terra che all’alba di oggi ha incantato il mondo con l’eclissi totale. L’Agenzia Spaziale Europea (Esa) ha appena pubblicato il bando Metalysis-ESA Grand Challenge per costruire basi lunari, anche con la stampa 3D, a partire dai materiali estratti sulla Luna.

E’ previsto un premio di 500.000 euro per incoraggiare le aziende europee a mettere a punto tecnologie utili all’esplorazione spaziale e in particolare del nostro satellite naturale. Le tecnologie che utilizzano materiali disponibili nello spazio sono infatti considerate cruciali per contenere i costi delle future missioni umane sulla Luna. Missioni che saranno il trampolino di lancio dell’avventura dell’umanità su Marte.

L’iniziativa fa parte dell’impegno dell’Agenzia Spazio 4.0 per le competizioni che creano nuovi imprenditori europei e start-up basate sull’innovazione. I settori chiave della competizione includono la metallurgia, la lavorazione chimica, l’estrazione mineraria. I concorrenti dovranno ideare sistemi basati sul processo inventato dalla compagnia britannica Metalysis Metalysis nel South Yorkshire, che ha sviluppato una tecnica che converte gli ossidi e i minerali raffinati direttamente in polveri di leghe metalliche utilizzate nella stampa 3D per l’industria aerospaziale, automobilistica e manifatturiera.

Per testare le tecnologie destinate all’esplorazione della Luna e addestrare gli astronauti in vista delle future colonie umane, l’Europa sta allestendo anche una copia in miniatura del nostro satellite. Si chiama Luna: Esa e Agenzia Spaziale Tedesca (Dlr) la stanno costruendo vicino al Centro per l’addestramento degli astronauti dell’Esa a Colonia.

Intanto la Cina è atterrata per la prima volta sul lato nascosto della Luna e la Nasa ha selezionato le nove aziende private che collaboreranno alle future missioni che porteranno sul nostro satellite naturale prima robot ed esperimenti e poi astronauti.

Mentre le agenzie spaziali preparano le missioni sul nostro satellite naturale, all’alba del 21 gennaio la Superluna Rossa ha incantato il mondo. Tantissime le foto scattate, dal Brasile alla Russia, passando per Europa, compresa l’Italia nonostante il cielo velato dalle nubi. “L’eclissi è stata un po’ travagliata in Italia, il più penalizzato è stato il centro sud, mentre le cose sono andate meglio al nord” ha rilevato l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope. Per rivedere un’altra eclissi totale di Luna bisognerà attendere il 31 Dicembre 2028 e chissà che in quella data non ci siano anche astronauti a salutarci da lassù.

(di Monica Nardone/ANSA)