Food-delivery per il 30% di italiani, vince piatto Hawaii

Piatti pronti per il food-delivery
Piatti pronti per il food-delivery

ROMA. – Tutti pazzi per il Poke bowl, la specialità hawaiana a base di riso e pesce crudo. E’ questa ciotola dal sapore esotico il piatto ‘star’ del 2018 nell’ambito del food-delivery, ovvero del cibo ordinato su piattaforme web e consegnato a casa, una tendenza sempre più diffusa tra gli italiani con il 30,2% che nel 2018 ha avuto occasione di ordinare appunto online pranzo o cena. Ma se il Poke bowl è il piatto di tendenza del 2018 ed anche il più ordinato, nei trend seguono in classifica hamburger e patatine, pizza, sushi e ravioli asiatici.

A stilare la nuova graduatoria dei gusti degli italiani per il cibo a casa è il Rapporto Ristorazione 2018 della Fipe. Per il nuovo anno si prevedono nuove tendenze: il veg meat, la cucina birmana e filippina, la curcuma e il gomasio, ma anche semi di canapa e poi frutta, nello specifico cocco e dragon fruit. L’offerta sulle piattaforme di food delivery dimostra che ci sono inoltre ampi spazi di inserimento per la ristorazione tradizionale italiana e persino regionale.

Dal punto di vista anagrafico sono i giovani i più abituati ad ordinare cibo online ma il fenomeno è molto più diffuso al Nord che al Centro e al Sud del Paese, con la Lombardia in cima alla lista per la presenza di consumatori. Ciò si deve, spiega il Rapporto, a fattori sociali, culturali e anche economici.

Ma cosa spinge al food-delivery? La poca voglia di uscire o cucinare, rispettivamente nel 37,1% e nel 31,5% dei casi; sul podio anche la mancanza di prodotti in casa, nel 35,6% dei casi. Un mercato che in Italia sta registrando una grande crescita: nel 2018 le consegne di cibo sono state pari a 1,1 miliardi di euro. Con un “fatturato di 350 milioni di euro nel 2018, in aumento del 69% rispetto al 2017 – ha sottolineato Matteo Sarzana, General manager Deliveroo Italia – e previsioni di ulteriore crescita nel 2019, l’online food delivery contribuirà sempre di più alla crescita della ristorazione italiana.

Il Rapporto dimostra che la domanda di cibo on line risponde ad esigenze diverse rispetto all’esperienza che il consumatore cerca nei ristoranti: esigenze legate a necessità di chi deve o preferisce restare a casa. In ogni caso, l’elemento che unisce è la qualità del cibo che resta l’aspetto più importante nelle scelte”.

Ed una “grande consumatrice” di food-delivery si è detta anche il ministro della Salute Giulia Grillo, intervenuta alla presentazione del Rapporto: “Se lo trovo – ha affermato – preferisco il cibo a Km zero e tendo a preferire cibi classici come zuppe e legumi. Mi piacciono anche gli hamburger e prediligo la cucina casalinga”. La hawaiana Poke bowl non è insomma la preferita del ministro: “Implementiamo anche il consumo del cibo nostrano”, è il suo auspicio.