Trump contro la sua intelligence: “Torni a scuola”

Ingresso della sede della Cia. Trump
Ingresso della sede della Cia.

WASHINGTON. – Può un presidente ridicolizzare e umiliare i capi degli 007 del suo Paese, quelli che ogni giorno gli fanno il briefing alla Casa Bianca per aggiornarlo sulle minacce globali? Donald Trump lo ha fatto: “Forse l’intelligence dovrebbe tornare a scuola”, ha scritto in uno dei cinque tweet con cui ha replicato ai dirigenti dei servizi segreti, che ieri in un’audizione al Senato avevano espresso valutazioni contrastanti con quelle della Casa Bianca su Iran, Corea del Nord, Isis e Russia.

I vertici dell’intelligence, dal capo della National Intelligence Dan Coats alla direttrice della Cia Gina Haspel passando per il numero uno dell’Fbi Cristopher Wray, hanno sostenuto che l’Iran non sta preparando armi nucleari, che la Corea del Nord difficilmente rinuncerà alle sue atomiche, che l’Isis resta una minaccia e che la Russia tenterà di interferire anche nelle presidenziali del 2020.

Il tycoon ha risposto punto su punto, tentando di sbandierare i suoi successi di politica estera. L’affondo più pesante è stato su Teheran, che la Casa Bianca addita come il nemico numero uno dopo aver stracciato l’accordo multilaterale sul nucleare e reimposto le sanzioni.

“La gente dell’intelligence – ha cinguettato – sembra estremamente passiva e ingenua quando si tratta dei pericoli dell’Iran. Sbagliano! Quando sono diventato presidente l’Iran stava creando difficoltà in tutto il Medio Oriente ed oltre. Dopo lo stop al terribile accorso sul nucleare sono molto diversi ma restano una fonte di pericolo potenziale e di conflitto”, ha proseguito, ricordando che “stanno testando razzi (la scorsa settimana) ed altro” e che la loro economia ora in crisi “è l’unica cosa che li trattiene”.

“Fare attenzione all’Iran. Forse l’intelligence dovrebbe tornare a scuola”, ha punto.

Trump difende anche i negoziati con Kim Jong Un, che rivedrà a fine febbraio: “Le relazioni con la Corea del Nord non sono mai state migliori con gli Usa. Nessun test, stiamo riavendo i resti dei nostri soldati (morti nella guerra di Corea, ndr), gli ostaggi sono ritornati. Decente possibilità di denuclearizzazione. Il tempo dirà cosa accadrà ma alla fine della precedente amministrazione le relazioni erano orribili e stavano accadendo brutte cose. Ora è tutta un’altra storia”, si è vantato contro lo scetticismo anche di esperti e politici.

Il tycoon fa muro anche sulla controversa decisione di ritirarsi dall’Afghanistan e dalla Siria, criticata persino dal suo maggiore alleato nel Grand Old Party, il leader al Senato Mitch McConnell: quando arrivò alla Casa Bianca, ha sottolineato, “l’Isis era fuori controllo in Siria” ma ora “sarà presto distrutto, cosa impensabile due anni fa”.

Quanto all’Afghanistan, ha assicurato che i negoziati di pace “stanno procedendo bene” e “vedremo presto se avranno successo”. Silenzio invece sulla Russia, su cui Trump si era scontrato per la prima volta con la sua intelligence, mettendo in discussione la conclusione sulle interferenze russe. E dando poi credito alle smentite di Vladimir Putin al vertice di Helsinki.

(di Claudio Salvalaggio/ANSA)