Italia, il Paese Ue più a rischio su smog e picchi temperature

Una panoramica del centro di Milano, invasa dallo smog.
Una panoramica del centro di Milano, invasa dallo smog. DANIEL DAL ZENNARO/ANSA

BRUXELLES. – Poveri, anziani, bambini: le fasce sociali più deboli nei Paesi dell’Europa meridionale e orientale sono le più esposte ai rischi dello smog e dei picchi di calore o gelo. E l’Italia, in questo novero, colleziona tristi primati, combinando problemi ricorrenti nelle economie più sviluppate del continente con quelli di Paesi a reddito pro-capite inferiore alla media Ue. Senza contare la frequenza di fenomeni climatici estremi, come la canicola, che caratterizza sempre di più aree come il Mediterraneo.

E’ l’istantanea dell’Agenzia europea dell’ambiente, che per il 25esimo anniversario della sua fondazione ha pubblicato il primo rapporto in cui incrocia indicatori ambientali, sanitari, sociali, economici e demografici. Secondo lo studio, Roma è una delle capitali europee con la situazione migliore per quanto riguarda l’inquinamento acustico (dato 2011).

Ma le buone notizie finiscono qui. In Italia si trova infatti il maggior numero di aree in Europa ad alto rischio per tre tipi di inquinamento atmosferico (da particolato, ossidi di azoto e ozono), nonché per le ondate di calore. Un quadro in cui anche indicatori economici positivi, come quelli del Nord del Paese, o sviluppi demografici in genere salutati con soddisfazione, come un’aspettativa di vita tra le più lunghe del continente, possono diventare problematici.

Perché problemi di smog tipici di aree meno sviluppate (particolato e ozono) si sovrappongono a quelli (ossidi di azoto) delle regioni più ricche e densamente popolate d’Europa, come la Pianura Padana. In questo quadro, quindi, l’invecchiamento della popolazione aumenta i rischi che le ondate di calore facciano vittime. La situazione non migliora se si considerano indicatori come il tasso di occupazione a lungo termine e i redditi.

Tra le città con i più alti livelli di disoccupazione e la più alta esposizione al Pm10 troviamo infatti Stara Zagora (Bulgaria), Torino e Nicosia (Cipro). “Il nostro scopo non è fare una classifica tra stati – spiega all’ANSA il direttore dell’Eea, Hans Bruyninckx -, quanto raccomandare di fare politiche ambientali che tengano conto delle variabili sociali, con azioni mirate per tutelare i soggetti più deboli”. Anche e soprattutto all’interno dello stesso Paese.

La disponibilità economica, per esempio, è importante per rendere le abitazioni più facili da rinfrescare o riscaldare. Ma i dati mostrano che in Europa il divario di reddito tra chi abita in case troppo calde e chi invece può permettersi un efficace isolamento termico è più alto proprio in Paesi come Italia, Bulgaria, Grecia e Spagna.

(di Angelo Di Mambro/ANSA)