Rugby, Italia-Galles. Parisse: “Meritiamo il 6 Nazioni”

Rugby, da sinistra: Andrea Lovotti, Leonardo Ghiraldini e Sergio Parisse cantano l'inno di Mameli prima della partita. Rugby
Da sinistra: Andrea Lovotti, Leonardo Ghiraldini e Sergio Parisse cantano l'inno di Mameli prima della partita. EPA/ROBERT PERRY

ROMA. – Un’attesa lunga quattro anni, perché l’ultima vittoria degli azzurri al 6 Nazioni risale al 2015 con la Scozia ed era in trasferta. L’Italia del rugby torna tra le mura amiche nel primo dei tre match che giocherà in casa nel torneo più prestigioso del mondo ovale e alla vigilia di Italia-Galles di domani è il capitano Sergio Parisse (domani 136 caps in azzurro) a dare la sveglia all’ambiente nell’anno che ci porterà dritti alla Coppa del Mondo in Giappone.

Dopo il ko di Murrayfield con la Scozia, Parisse ammette che “dopo una sconfitta il clima è un po’ negativo, ma ci sta”, spiega il capitano in conferenza stampa. “Perché questa squadra da un po’ di tempo non si accontenta più di essere competitiva e basta, vuole vincere”.

Da capitano, difende e compatta i suoi, esaltando le doti di “entusiasmo e resilienza”, ma allo stesso modo lascia intendere come ci sia frustrazione anche all’interno dello spogliatoio per la mancanza di vittorie nel torneo che ormai persiste da troppo tempo: “Attorno a noi sentiamo che c’è un po’ di mancanza di fiducia, si parla troppo della squadra e del gruppo in modo non positivo. Anche se non è vero che tutto è negativo”.

Anche se dall’esterno, come in ogni disciplina, se non arrivano i successi iniziano di pari passo i mugugni e i dubbi: “Ma noi non ci siamo mai seduti sul fatto che facciamo il 6 Nazioni – rivendica Parisse – anzi per noi è un grande onore far parte di questo torneo prestigioso. Da diverse partite non vinciamo e questa cosa non ci piace. Già da domani vogliamo cambiare, ma è anche vero che nessuno ci ha invitati perché siamo un bel paese o perché si può fare un bel week end a Roma.

In passato questa nazionale se l’è guadagnata sul campo la partecipazione, con un pizzico di orgoglio ne ho disputata anche io qualcuna di quelle partite, dimostrando al mondo che siamo anche capaci di battere grandi squadre. Molti dicevano nel passato recente che altre nazioni meritavano più di noi, ma sono tutte lontane dal nostro livello”.

Di fronte a un Olimpico che con la solita fiducia cieca degli amanti dell’ovale sarà pieno come difficilmente si vede ormai nel calcio, lo stesso ct Conor O’Shea ammette che “la gente non ci ha mai lasciati soli, noi vogliamo ripagarla vincendo”. Quanto ai gallesi di coach Gatland, Parisse promette “che domani c’è voglia di essere padroni del gioco, cosa che non è successo con la Scozia”.

“Domani vogliamo avere il possesso e di non lasciare i gallesi con la palla in mano. Non vogliamo passare tutto il pomeriggio a rincorrerli”, aggiunge il capitano. Un’Italia che in questa settimana ha dovuto anche lottare contro un virus intestinale che ha messo ko diversi elementi azzurri: “Questa settimana un po’ meglio – tranquillizza Parisse – solo tre quattro hanno avuto l’influenza”.

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