Sudamericano U20, la vinotinto U20 ha fatto crack sul più bello: addio Mondiale!

Dudamel a bordo campo sconsolato dopo la sconfitta della Vinotinto con l'Ecuador.
Dudamel é sul banco degli imputati dopo il flop Vinotinto. foto EFE

CARACAS – Duecento settantadue minuti senza segnare e otto gol subiti. Cosí possiamo riassumere le ultime tre gare della nazionale di Rafael Dudamel nel Sudamericano Under 20.

Dopo una prima fase da sogno nel Sudamericano Under 20, nove punti in quattro gare disputate. E se a questo aggiungiamo quattro punti nelle prime due gare dell’esagonale, gettoni arrivati dopo un pari 1-1 con l’Uruguay e una vittoria 2-0 con il Brasile. Questa prestazione faceva volare con la fantasia non solo i tifosi, ma anche staff tecnico e giocatori. Tutti si vedevano giocando il mondiale che tra il 25 maggio e il 16 giugno 2019 si disputerà in Polonia.

Campana ha messo a segno una doppietta contro la Vinotinto. foto EFE

Ma sfortunatamente, nelle ultime tre gare la nazionale di Dudamel ha fatto crack. Nei match contro Argentina, Colombia e Brasile la vinotinto si é vista stanca e senza idee. La mancanza di forze é stata causata dal poco turn over effettuato dal mister della nazionale creola: giocare 9 incontri in 3 settimane con gli stessi giocatori ha mandato in tilt le gambe dei calciatori. Situazione che ha lasciato senza carburante i titolarissimi e demotivato i panchinari. Calciatori come il centrocampista Enrique Peña Zauner (in forza alla primavera del Borussia Dortmund), l’attaccante Santiago Herrera (in forza all’Università della California, negli Stati Uniti) ed il portiere Miguel Silva (Metropolitanos).

Dudamel ha sopravvalutato i titolari e sottovalutato il resto della rosa. Poi uno dei suoi perni, Jan Hurtado, ha messo anche del suo con i due cartellini rossi rimediati durante il Torneo Juventud de América.

Dopo la storica vittoria contro il Brasile, la vinotinto ha sprecato tre match ball contro Argentina, Colombia  ed Ecuador. Una vittoria contro i cafeteros, avrebbe messo la parola fine all’esagonale: mandando a casa la Colombia e i creoli al mondiale. Ma la storia é stata ben diversa, lasciando con vita anche il Brasile che fino all’ultima giornata aveva chance di andare alla kermesse iridata.

Dopo il triplice fischio della gara con l’Ecuador sono iniziate le polemiche sui social. Molti tifosi si chiedono a cosa sia servito un anno e mezzo di lavoro dove ci sono stati: 29 stage, amichevoli e tanto supporto economico. Va ricordato che l’Under 20 ha avuto priorità sulla nazionale maggiore, quest’ultima é rimasta ai box durante 11 mesi. Logico, l’entusiasmo per l’Under 20 é nato grazie all’ottima performance della baby-vinotinto nel mondiale del 2017 in Corea dove aveva chiuso al secondo posto alle spalle dell’Inghilterra e davanti a Italia (terza) ed Uruguay (quarta).

Adesso la nazionale si lecca le ferite e spera che Dudamel riesca a ritrovare la strada giusta in chiave Coppa America e poi le qualificazioni per il mondiale Qatar 2022.

(di Fioravante De Simone)