Di Maio: “Fatti errori, cambiamo”. E apre a liste civiche

Luigi Di Maio, ministro dello Sviluppo Economico e Lavoro (s), e Matteo Salvini, ministro degli Interni, nell'aula della Camera dei Deputati durante il Question Time.
Luigi Di Maio, ministro dello Sviluppo Economico e Lavoro (s), e Matteo Salvini, ministro degli Interni, nell'aula della Camera dei Deputati durante il Question Time, Roma 13 febbraio 2019. ANSA/FABIOFRUSTACI

ROMA. – Un titolo da pamphlet, “Riflessioni sul futuro del M5S”, un testo destinato a cambiare il Movimento. La firma è di Luigi Di Maio, il capo politico che dopo aver vissuto 48 ore da fantasma decide di usare la sciabola aprendo ad una svolta che sa di epocale: l’alleanza con liste civiche locali. Il voto in Abruzzo brucia, ha diviso ulteriormente il M5S, aumentando l’intensità del pressing sul leader e su un verticismo definito eccessivo.

E, non a caso, Di Maio apre anche ad un’altra ipotesi: modificare l’organizzazione nazionale e locale. L’idea di una sorta di segreteria politica si era fatta già strada ieri, subito smentita dai vertici anche perché ad osteggiarla, da sempre, è Davide Casaleggio. Eppure sembra che Di Maio, stretto dalla base parlamentare e dai militanti, sia riuscito a convincere il figlio del guru del Movimento.

L’ipotesi verrà messa ai voti, più in là, sulla piattaforma Rousseau. Non sarà, però, una segreteria di partito ma un team di “referenti” che facciano da raccordo tra il leader e i vari settori, anche territoriali, del Movimento. E su Rousseau gli iscritti saranno chiamati anche a votare l’apertura alle liste civiche locali. In caso di via libera si potrebbe cominciare dopo l’estate, forse già con il voto in Emilia-Romagna.

Del resto, è lo stesso Di Maio – quasi preparando i militanti ad una nuova sconfitta in Sardegna – a chiedere tempo. Ma su un punto il leader è durissimo. “Basta improvvisare. Nelle Regioni dove non siamo pronti dobbiamo smetterla di presentarci”, è la sentenza di Di Maio che si toglie più di un sassolino. “In questi giorni mi sono chiesto se era il caso di dire una verità che nessuno ha il coraggio di dire, ci sono problemi di fondo”, spiega il vicepremier lanciando anche un messaggio a chi, nel M5S, a suo parere si è seduto sugli allori.

“In alcune regioni in questi anni siamo rimasti nella nostra zona di comfort, evitando di incontrare categorie importanti come quelle dell’imprenditoria e del volontariato. È ora di farlo”. Lo schema, insomma, deve essere quello delle Politiche, con un Movimento più aperto e più impegnato a “rastrellare” voti. Un Movimento d’attacco che però, sottolinea Di Maio, non farà “cadere” il governo fin quando sarà lui leader.

Le parole di Di Maio, sul blog, scatenano il dibattito. I militanti si dividono, già segnati da un post che, nella mattinata, li aveva scossi: le regole per i candidati che, fino al 25 febbraio, si potranno iscrivere alle primarie online per le Europee. Regole che sembrano riflettere fedelmente la linea casaleggiana e l’accresciuto ruolo di Rousseau.

Ai tradizionali requisiti, infatti, si aggiunge una griglia di “meriti” che contribuirà a definire il posto nelle liste di chi supererà le europarlamentarie. Curriculum, titolo di studio, conoscenza dell’inglese sono alcuni dei meriti richiesti, assieme all’attività nel Movimento e sulla piattaforma Rousseau. Tra gli skills, anche l’aver fatto già un mandato elettivo.

Su tutti i candidati, però, l’ultima parola l’avrà Di Maio che potrà dire stop, anche dopo il voto online, se riscontrerà contrasti con i valori del Movimento. E Di Maio deciderà anche i 5 capilista, che saranno solo ratificati su Rousseau. Personalità che potrebbero essere “esterne” al M5S, proprio come per gli uninominali delle Politiche.

Intanto, a scatenare l’ultima polemica sono le parole di Beppe Grillo ieri nel suo show a Bologna. Commentando la sconfitta in Abruzzo Grillo infatti si lancia ad una provocazione chiedendo che gli abruzzesi restituiscano i 700mila euro donati con il Restitution Day dal M5S per comprare ambulanze, spazzaneve e una turbina. “Questo è voto di scambio”. sbotta Giorgia Meloni. Parole da “risvolti penali”, incalza FI. Ma Di Maio difende il Garante: “continueremo a regalare ambulanze”.

(di Michele Esposito/ANSA)