Diciotti: quarantuno eritrei chiedono i danni. Salvini: “Io rido”

Migranti a bordo della Diciotti durante la visita a bordo dei rappresentanti del garante dei detenuti a Catania.
Migranti a bordo della Diciotti durante la visita a bordo dei rappresentanti del garante dei detenuti a Catania. ANSA/ORIETTA SCARDINO

ROMA. – ‘Salvato’ dai Cinquestelle alla Giunta per le immunità del Senato, il ministro dell’Interno Matteo Salvini continua ad essere alle prese con il caso Diciotti. Questa volta non rischia il carcere per sequestro di persona, ma una pena pecuniaria. Quarantuno eritrei che si trovavano a bordo della nave della Guardia Costiera bloccata quest’estate nel porto di Catania hanno infatti presentato un ricorso per chiedere la Governo italiano un risarcimento per privazione della libertà personale.

Salvini liquida l’iniziativa: “al massimo gli mandiamo un Bacio Perugina”. E’ lo stesso Viminale ad informare in mattinata che “41 immigrati chiedono i danni a Salvini”. Il ricorso d’urgenza è stato presentato al tribunale civile di Roma ed anche presso la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo dagli avvocati della Rete legale del centro Baobab Experience, coordinati da Giovanna Cavallo. Le richieste di risarcimento – indirizzate al premier Giuseppe Conte ed al ministro dell’Interno – variano tra i 42 mila euro e i 71 mila euro. L’udienza davanti al tribunale romano si terrà in primavera.

Salvini non teme di dover aprire il portafoglio. “Mi permettete – dice ai cronisti – di rispondere con una grassa risata? Risultano tutti nati il primo gennaio, sono tutti scomparsi dopo una settimana e ora vorrebbero un risarcimento in denaro … Basta prendere in giro gli italiani! La pacchia è finita e i barconi non arrivano più: al massimo gli mandiamo un Bacio Perugina!”.

L’ironia non piace alla legale dei ricorrenti, Giovanna Cavallo. “La battuta del ministro sul Bacio Perugina – osserva – fa capire come sia più competente in enogastronomia che in giurisprudenza: deve ricordarsi che sta al Viminale e non a Masterchef”. In questa vicenda, aggiunge, “si parla di diritti umani violati e di persone che non possono diventare oggetto di campagna elettorale”.

Sostegno al ministro continua ad arrivare dai Cinquestelle. “L’Italia – ricorda la deputata Sabrina De Carlo – ha rispettato ogni convenzione internazionale e dato cura ed assistenza a tutti i migranti della Diciotti, come hanno confermato gli stessi organismi internazionali. Spiace per loro ma i 41 migranti che hanno chiesto un risarcimento si sono fatti strumentalizzare dai ‘soliti noti’ della politica che ha favorito il business dell’immigrazione”.

Il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, grida alla “farsa”. I 41 immigrati, spiega, “chiedono un risarcimento al Governo italiano perché non sono stati fatti sbarcare subito. Perché li abbiamo fatti sbarcare, li abbiamo accolti, li stiamo mantenendo, ma li dovevamo far sbarcare subito”.

Sempre nel capitolo migranti, da Parigi arriva la notizia che la Francia consegnerà 6 imbarcazioni alla Marina libica per contrastare le partenze. Finora l’Italia aveva avuto il ‘monopolio’ nel supporto alle autorità marittime libiche con 4 motovedette consegnate, altre 12 da trasferire secondo quanto previsto dalla legge del luglio scorso ed un bando per ulteriori dieci “battelli” emanato dal Viminale.