Simona Cavallari: “Ogni film mi ha regalato qualcosa”

Simona Cavallari intervistata da Emilio Buttaro per La Voce d'Italia
Simona Cavallari intervistata da Emilio Buttaro per La Voce d'Italia

Interpretando il vice questore Claudia Mares in “Squadra antimafia” è entrata a pieno titolo nel cuore di milioni di italiani. “Non faccio più quel ruolo da sette o otto anni eppure ancora mi chiamano Claudia – spiega Simona Cavallari – quindi evidentemente qualcosa devo aver lasciato”.

L’attrice romana di recente è tornata a lavorare in teatro ed in questo periodo insieme all’apprezzato collega Ettore Bassi sta riscuotendo ampi consensi con lo spettacolo “Mi amavi ancora” scritto da Florian Zeller. Così è stato anche al Teatro Duse di Bologna dove la coppia Cavallari – Bassi ha emozionato il pubblico nelle tre serate. “E’ la storia di una donna – ha spiegato Simona al nostro giornale – un medico, a cui muore il marito improvvisamente in un incidente. Sistemando tra le carte scopre degli appunti dove viene nominata una ragazza, trova anche una lettera e quindi parte tutto il suo film di gelosia sul fatto che forse l’avesse tradita. Durante lo spettacolo a parte i momenti in cui il marito è presente c’è tutta la sua ricerca della verità. Una delle cose interessanti di questo lavoro è che lo scrittore non ci fa capire alcuna risposta nel senso che non c’è un finale chiaro ma aperto”.

Sul grande e soprattutto sul piccolo schermo Simona è stata protagonista di interpretazioni sempre molto intense ed in molti la ricordano anche ne ‘La Piovra’. Ma qual è quella rimasta più nel cuore? “Non riesco ad individuarne una perché ogni film mi ha regalato qualcosa sia dal punto di vista professionale che semplicemente del divertimento. Sono andata ad esempio in elicottero, sono stata in una vasca con i delfini…Quello che mi ricordo sono in particolar modo le sensazioni umane che mi hanno lasciato le persone con cui ho lavorato”.

E sul vice questore Claudia Mares capace di conquistare anche gli italiani all’estero aggiunge: “Quello era un momento molto buio perché mi stavo separando dopo dieci anni dal mio compagno dal quale avevo avuto due figli ed a volte a causa della sofferenza non riuscivo neanche a girare. Così ho provato a dare al personaggio quello che avevo dentro e quindi mi sono immaginata per lei un passato molto doloroso. Probabilmente tutto il cuore che ho messo è arrivato perché lo adorano davvero in tanti. E’ stato un personaggio portatore di valori buoni, di onestà, di lotta alla corruzione, assolutamente positivo”.

E per Simona di recente anche una certa responsabilità nell’interpretare la madre di Giovanni Falcone in un cortometraggio prodotto dalla Rai: “Quando entri nei panni di un personaggio realmente vissuto devi essere più attento del solito e non puoi inventarti più di tanto. La sorella di Giovanni Falcone ha seguito tutta la lavorazione, la scrittura ed è stato bello stare al suo fianco in questa esperienza”.

La prossima sfida? “Probabilmente ci sarà un film basato sulla storia di una ragazza che in Calabria è stata violentata e uccisa e di cui non sono mai stati trovati i colpevoli. Sono passati più di vent’anni e sua madre ha fondato un’associazione per le donne che fa tante iniziative bellissime. Spero davvero che il film si faccia”.

Emilio Buttaro