Il salario minimo per legge spaventa sindacati e imprese

Operai lavorando in una catena di montaggio. Salario
Operai lavorando in una catena di montaggio.

ROMA. – Fissare per legge un salario minimo, uguale per tutti, spaventa sindacati e imprese, anche se con qualche distinguo. Paure e dubbi che riguardano la cifra: 9 euro lordi nella proposta dei Cinque Stelle e 9 netti in quella del Pd. Ma sotto accusa è soprattutto il principio, che vede la legge, nella prospettiva delle parti sociali, entrare nel campo della contrattazione.

Cgil, Cisl e Uil si dicono “fortemente preoccupate da probabili effetti collaterali pericolosi”. Confindustria teme la “fuga dal contratto collettivo”, con forti perdite in termini di tutele e garanzie.

La prima firmataria del ddl targato M5s nonché presidente della commissione Lavoro del Senato, Nunzia Catalfo, al termine di una giornata di audizioni, che ha esaurito il giro dedicato alle parti sociali, non nasconde come il tema “sia complesso” e meriti “approfondimento”. Quindi, assicura, “ci prenderemo del tempo” e la data del 22 marzo per l’approdo in Aula, indicata nei giorni scorsi dal ministro del Lavoro e vicepremier, Luigi Di Maio, “non può essere ultimativa”. Però di sicuro la questione “va affrontata”, perché “in Italia i salari sono troppo bassi”, rimarca la senatrice pentastellata.

Se in Parlamento la strada poteva sembrare più agevole, visto che c’è anche un ddl del Pd, le perplessità sollevate dalle parti sociali invitano alla cautela. Cgil, Cisl e Uil pur riscontrando un tema di impoverimento retributivo, puntano il dito sulla proliferazione di contratti “poco e per nulla rappresentativi”. E poi, sottolineano, non c’è da tenere conto solo della paga base ma anche di tutte le altre voci, compreso il welfare contrattuale.

Tra i sindacati solo Usb e Cisal si schierano a favore senza pesanti riserve. Sul fronte aziendale, alle remore di Confindustria si aggiungono quelle di Rete Imprese Italia, Confapi e Alleanza per le cooperative. Diverse sono le associazioni che limiterebbero il raggio di azione del salario minimo solo ai settori scoperti dalla contrattazione, come quelli che gravano intorno alla gig economy. Poi sarà la volta di Istat, Inps, Cnel. Dopo le opinioni quindi i numeri, per un lavoro che, a questo punto, è solo all’inizio.