Lavoro, al Sud tre volte la disoccupazione del Nord

Giovani e lavoro.
Giovani e lavoro

ROMA. – Italia divisa sul fronte lavoro: nel 2018 – rileva infatti l’Istat – il tasso di disoccupazione nel Mezzogiorno è stati pari al 18,4%, quasi tre volte quello del Nord (6,6%) e il doppio di quello del Centro (9,4%). Insomma solo il Sud deve ancora recuperare i livelli di occupazione del 2008, prima della crisi, superato nel resto d’Italia. Il tasso di occupazione nel Mezzogiorno è del 44,5% nel 2018, un punto e mezzo in meno di 10 anni prima, nonostante i progressi dell’ultimo anno, simili a quelli del resto del Paese. Al Nord il tasso di occupazione è al 67,3% e al Centro al 63,2%.

Un anno quello trascorso che nella ‘fotografia’ dell’Istat conferma l’acuirsi delle differenze territoriali ma registra anche un miglioramento complessivo della ‘salute’ occupazionale del Belpaese. Nel 2018 infatti diminuisce il tasso di disoccupazione dall’11,2% del 2017 al 10,6%. E anche per i giovani c’è un miglioramento di 2,6 punti fino a un tasso di disoccupazione giovanile comunque sempre altissimo: il 32,2%. Il numero dei disoccupati complessivamente si riduce di 151 mila unità (-5,2% fino a quota 2 milioni 755 mila), “in misura più intensa rispetto al 2017”.

Il calo della disoccupazione riguarda sia le persone in cerca di lavoro da almeno 12 mesi (-82 mila, -4,9%) sia disoccupati di breve durata. Una situazione che però peggiora a fine anno: nel quarto trimestre infatti il numero di persone occupate diminuisce rispetto al trimestre precedente (-36 mila, -0,2%). E l’Istat parla di un “lieve peggioramento” del quadro occupazionale nel corso dell’anno. Il tasso di occupazione rimane stabile al 58,6%. Rispetto all’ultimo trimestre del 2017 c’è una crescita di 87mila occupati (+0,4% in un anno), dovuta a dipendenti a termine e indipendenti (+200 mila e +12 mila, rispettivamente) mentre calano i dipendenti a tempo indeterminato (-125 mila).

Per quanto riguarda la crescita dell’occupazione (+192.000) l’Istat precisa ancora che l’incidenza dei dipendenti a termine sul totale raggiunge il 17,1% (+1,1 punti). Prosegue per l’ottavo anno la diminuzione del numero di lavoratori indipendenti (-23 mila, -0,4%). Cresce il lavoro a tempo pieno (+195 mila, +1,0%) e cala leggermente il part time (-0,1%) ma non nella sua componente involontaria (+132 mila, 5%). L’incidenza del part time involontario raggiunge il 64,1% (+3,1 punti) sul totale del tempo parziale e l’11,9% sul totale degli occupati (+0,5 punti).

Rispetto al tasso complessivo di disoccupazione si precisa invece che su base annua “seppure a ritmi meno intensi, per il settimo trimestre consecutivo prosegue la diminuzione dei disoccupati (-105 mila in un anno, -3,6%) che interessa entrambi i generi, le diverse aree territoriali e tutte le classi di età, a eccezione degli over50”. Il tasso di inattività cala al 34,3% nel quarto trimestre con una riduzione sia sul mese sia sull’anno. Nell’intero 2018 il numero di inattivi diminuisce per il quinto anno consecutivo (-125 mila, -0,9%) ma in misura minore dell’anno precedente. Il calo interessa soprattutto le forze di lavoro potenziali (-110 mila, -3,5%) e gli scoraggiati (-189 mila, -11,5%).