Migranti: calano le richieste di asilo in Europa, crollo in Italia

Migranti raccolti in mare da unità della Marina Militare italiana.
Migranti raccolti in mare da unità della Marina Militare italiana.

ROMA. – Calano le richieste di asilo in Europa e si registra addirittura un crollo in Italia, dove sono diminuite del 61% nel 2018 rispetto all’anno precedente. E la stretta impressa dal ministro dell’Interno Matteo Salvini ha portato quasi all’azzeramento dei permessi umanitari, mentre sono in netta crescita i dinieghi.

I dati Eurostat indicano che – complice la decisa flessione degli arrivi via mare – nel 2018 le richieste di asilo tra i 28 Paesi Ue hanno subito una flessione dell’11%: 580.800 rispetto alle 654.600 del 2017. Ben più consistente il calo segnato dall’Italia che, con le sue 49.200 domande (77.400 in meno dell’anno precedente)), si colloca al quinto posto per numero di istanze presentate.

In testa c’è la Germania, con 161.900, seguita dalle 110.500 della Francia, dalle 65.000 della Grecia e dalle 52.700 della Spagna. L’Italia è il secondo Paese Ue per domande d’asilo pendenti alla fine del 2018 (103.000, pari al 12% del totale Ue), preceduta di gran lunga dalla Germania (384.800, pari al 44%). In Italia i richiedenti asilo nel 2018 provengono principalmente da Pakistan (7.315 domande), Nigeria (5.140) e Bangladesh (4.160).

Il Viminale fa sapere che dall’1 gennaio all’8 marzo di quest’anno le richieste di asilo sono state 7.189, con 16.311 decisioni adottate e 76.779 ancora pendenti. Il ministero segnala che queste ultime sono calate del 43% da quando si è insediato il nuovo Governo.

Per quanto riguarda le decisioni, è proseguito anche in questi primi mesi dell’anno il trend al ribasso per il riconoscimento della protezione: lo status di rifugiato è stato concesso al 10% dei richiedenti (era il 7% nello stesso periodo del 2018), la protezione sussidiaria al 6% (contro il 5% del 2018), quella umanitaria al 2% (contro il 27%). I dinieghi hanno raggiunto quota 77%, contro il 56% dello scorso anno.

Netto, in particolare, il calo dei permessi umanitari, dunque, fattispecie presa di mira dal ministro Salvini prima con una circolare inviata ai prefetti lo scorso luglio e, in seguito, con l’abrogazione della tipologia di protezione disposta dal decreto sicurezza, poi diventato legge. Sul fronte degli sbarchi, i 60 arrivati a febbraio in Italia rappresentano – certifica Frontex – il minimo negli ultimi nove anni.

Complessivamente, in questi primi due mesi e mezzo del 2019 sono arrivati via mare soltanto 335 migranti, il 95% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018. Tunisini (67) i più numerosi, seguiti da bengalesi (57) e algerini (48).