Coordinamento Consolare, Cavalieri: “Un momento molto importante”

LAS PALMAS (Gran Canaria) – “La riunione aveva come obiettivo principale quello di avvicinare le istituzioni a una collettività che vive nella periferia della Spagna e dell’Europa. Ho precisato ai parlamentari che vi hanno partecipato che non devono più dire che la loro circoscrizione va da Lisbona a Vladivostok: la loro circoscrizione va da Tenerife a Vladivostok. Come sappiamo, le Canarie sono un luogo molto distante da Madrid, dalla penisola. Era per noi fondamentale dare un segnale concreto di vicinanza. Ed è stata questa la ragione per la quale abbiamo organizzato lì la riunione di coordinamento consolare, quella con la nostra rete consolare di seconda categoria”. Luis Cavalieri parla con lo stesso entusiasmo che gli conoscemmo in Venezuela; quell’entusiasmo e quella capacità di capire e interpretare le necessità delle nostre comunità all’estero che furono molto apprezzate quando fu capo della Segreteria del Sottosegretario Mario Giro e che gli hanno permesso di lasciare una profonda traccia nel corso della sua breve permanenza in Venezuela, in qualità di Console di Caracas.

– Rete consolare di secondo grado – ripete per spiegare immediatamente che “questo è semplicemente un termine tecnico” -. In esso – precisa – non c’è alcuna valutazione riduttiva. I nostri Consoli Onorari svolgono un lavoro straordinario in tutto il mondo. Quindi, anche in Spagna; soprattutto in Spagna che è un paese tanto grande. Come dicevo, ogni anno organizziamo una riunione di coordinamento. In quest’occasione, ho avuto l’idea di invitare i parlamentari eletti all’estero a una sessione posteriore a quella dei consoli onorari. Non speravamo in una tale adesione. Con nostra grande sorpresa, sono venuti sei dei sette parlamentari eletti in Europa che rappresentano sia le forze politiche al governo, sia quelle all’opposizione. L’incontro è stato un momento particolarmente importante. Abbiamo illustrato ai parlamentari quello che noi chiamiamo il sistema Italia in Spagna. Cioè, cosa fa l’Italia in Spagna: dai corsi di Italiano all’assistenza ai connazionali, dalla collaborazione scientifica ai rapporti politici, dalla relazione con la stampa locale e quella italiana in Spagna alle attività dei due Istituti italiani di cultura. Tutto con il coordinamento dell’Ambasciata. Il focus principale è stato ovviamente la collettività italiana; collettività che cresce a vista d’occhio. L’Ambasciatore ha colto l’occasione per definire la Spagna, sia agli occhi del Ministero, sia a quelli dei parlamentari, come nuovo paese di emigrazione italiana. Così come, mutatis mutandi, lo sono stati la Francia, la Germania, la Svizzera e il Belgio.

Luis Cavalieri, responsabile dell’Ufficio per il Coordinamento Consolare, L’America Latina, la cooperazione scientifica e università della nostra Ambasciata in Spagna

– Avete avuto incontri con le autorità locali?

– Si, ce ne sono stati – ci dice -. Abbiamo potuto costatare con molta gioia l’altissimo grado di integrazione della collettività italiana nelle Canarie. Questo è un territorio molto vasto nonostante che, visto sulla cartina geografica, sembri piccolo. Ci vivono 4 milioni di persone. Al 2 dicembre, erano circa 28mila gli italiani iscritti nell’anagrafe. Secondo i dati spagnoli, potrebbero essere il doppio e arrivare ad una cifra attorno ai 50 mila in tutte le isole Canarie. I rapporti con le autorità locali sono ottimi.  C’è molto turismo. Gli italiani investono. Ci vengono a vivere. Ecco dunque che questa è stata un’occasione per rafforzare i legami anche con le autorità locali.

– Con quali in particolare?

– L’Ambasciatore – commenta – aveva già fatto una visita alle isole e stabilito dei contatti. In questa occasione abbiamo avuto un momento conviviale con i massimi  esponenti del governo  locale. E’ venuto il vicepresidente. Il presidente si è scusato; era in missione in Marocco. Sono venuti anche il presidente della Comunità Autonoma delle Canarie e i capi delle forze di sicurezza, “Guardia Civil” e “Policía Nacional”. Quello della sicurezza è un settore in cui la collaborazione a livello bilaterale è eccellente. Il Ministero dell’Interno e il Ministero di Giustizia di entrambi i paesi lavorano molto e molto bene insieme. E’ stata un’occasione per parlare in loco di problematiche concernenti la sicurezza intesa in termini generali; sicurezza non solo dei cittadini ma anche delle istituzioni.

Facciamo notare che durante la riunione con la collettività, è stata denunciata la presenza nelle Canarie di elementi appartenenti alla criminalità organizzata. Spiega che è “una realtà che si ha sempre molto presente”. Poi sottolinea:

– La collaborazione è ai massimi livelli sia nelle due capitali, sia con Europol. La cooperazione nel settore Giustizia e Affari Interni, come si usa nel gergo di Bruxelles, è ottima. Le autorità spagnole sono sempre apertissime e molto, molto collaborative apprezzando la lotta che fa l’Italia al crimine transnazionale. Sebbene in Italia parliamo di criminalità organizzata, in effetti si tratta di vere e proprie multinazionali del crimine. Sono ben monitorate e non solo nelle Canarie.

– Parliamo dei problemi della rete consolare locale. Nel corso dell’incontro di coordinamento  si è parlato molto dell’aumento del lavoro dei Consoli Onorari e dell’incremento delle loro spese, mentre il budget di cui dispongono diminuisce anno dopo anno.

– Purtroppo non posso darti una risposta molto precisa. Noi…

– Questi problemi però sono stati fatti presente…

– Si, soprattutto ai parlamentari – ammette -. Abbiamo cercato di coinvolgerli nello sforzo che fa il ministero degli Esteri per far capire a quelli dell’Economia e Finanze che la tutela dei nostri cittadini all’estero passa necessariamente per una maggior considerazione dei Consoli Onorari che svolgono un lavoro veramente encomiabile. E’ stata fatta un’opera di sensibilizzazione con i parlamentari. Devo dire che il riscontro è stato altamente positivo. Molti parlamentari non sapevano che ai Consoli Onorari è erogato un contributo che ormai basta appena per pagare gli affitti dei locali, mentre le altre spese devono affrontarle di tasca propria. Di solito, nella scelta del Console Onorario, si cerca una persona che ha già un ruolo nella società, una professione e che non dipende, per vivere, dal contributo che gli è assegnato; ma questo contributo diventa sempre più esiguo.

Cavalieri è stata l’anima della riunione di coordinamento consolare. Il suo impegno ha permesso che non ci fossero smagliature nella difficile organizzazione di un evento in cui è facile che sorgano polemiche, contrasti, attriti.

– Il messaggio – sottolinea di nuovo – è di forte vicinanza da parte dell’Ambasciata, da parte dell’Ambasciatore Stefano Sannino, nei confronti di una collettività dinamica che cresce; di una collettività che, secondo i nostri studi, ha tre origini diverse e forse complementari tra di loro. Molti giovani decidono venire in Spagna. Lo fanno col desiderio di costruirsi un futuro migliore in un Paese dinamico, aperto, accogliente e con un’economia vivace e in crescita. Basta analizzare i dati degli ultimi 3 o 4 anni. Abbiamo poi un flusso importante di pensionati. Scelgono la Spagna per il clima. C’è poi l’emigrazione dall’America Latina. E a questi connazionali va un mio caloroso saluto. Voi conoscete le mie origini latinoamericane e proprio per questo, non mi posso esimere dal seguire con molto affetto e con molta attenzione l’immigrazione costante di connazionali che arrivano dal Venezuela, paese che vive tante difficoltà.

Le sue parole sono impregnate di nostalgia; nostalgia per un Continente che non riesce a decollare economicamente e socialmente e in cui il populismo e la retorica dell’“uomo forte” porta a nascondere, e quel che è ancor peggio a giustificare, le atrocità commesse dalle dittature militari e dalle pseudo-rivoluzioni del secolo XXI.

– Ho partecipato recentemente a un incontro con Antonio Ledezma, uno dei leader dell’opposizione venezuelana – prosegue -. Un giornalista locale gli ha commentato con preoccupazione la crescita della richiesta di asilo dei venezuelani che cercano rifugio in Spagna.  Lui ha usato un termine molto carino: “amor con amor se paga”. Così, in maniera molto elegante, ha voluto ricordare che durante la guerra civile spagnola il Venezuela ha accolto migliaia di spagnoli che fuggivano da un regime dittatoriale; dal regime di Franco. Il terzo flusso, invece – aggiunge per concludere -, è nuovo. Proviene dalla Gran Bretagna ed è provocato dall’incertezze create dal Brexit. Molti ragazzi italiani che avevano scelto in primis il Regno Unito, ora puntano al sole della Spagna, e guardano con crescente interesse alla dinamicità di questa economia e all’accoglienza che ci riservano gli spagnoli.

Mauro Bafile