Vignali: “Per i connazionali in Venezuela la situazione è davvero difficile”

Il Direttore generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie della Farnesina, Luigi Maria Vignali, con il nostro Direttore Mauro Bafile (Foto Archivio)

ROMA –  “Per i nostri 143 mila connazionali residenti in Venezuela la situazione è davvero difficile. Sono anche loro alle prese con le difficoltà nel reperimento dei generi di prima necessità. Nel Paese c’è un’inflazione di 10 milioni per cento l’anno, cosa che rende di fatto l’economia di baratto la nuova frontiera del Venezuela”. Ad affermarlo è stato il Direttore Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie della Farnesina Luigi Maria Vignali. Ospite del programma “Unomattina”, condotto daBenedetta Rinaldi e Franco Di Mare, Vignali ha fatto il punto sulla situazione dei nostri connazionali e su cosa stia facendo il Ministero degli Esteri per sostenerli.

Le condizioni di sicurezza, poi, sono drammatiche – ha affermato -. La gente si chiude letteralmente in casa la sera e non esce dalle abitazioni. Il tutto, come detto, con una mancanza generalizzata di generi di prima necessità, aggravata recentemente anche da numerosi blackout che mettono in ginocchio il Paese.

Ai conduttori del programma, che sottolineavano i traguardi anche economici, raggiunti dagli italiani in Venezuela, traguardi testimoniati anche dalla grandiosità di edifici come Casa Italia, Vignali ha precisato giustamente che oggi tutti gli italiani sono in difficoltà. E che la crisi non ha fatto sconti. Anche gli italiani che hanno avuto successo, ha detto il Direttore Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie della Farnesina, “comunque in queste condizioni si trovano in difficoltà”

– Alcuni purtroppo – ha proseguito – sono in condizioni davvero precarie, vivono nei cosiddetti barrios, devono essere assistiti, anche finanziariamente.

Un aiuto difficile da dare anche per la “chiusura all’esterno” attuata da Maduro, ha osservato Rinaldi, che ha chiesto al Direttore cosa stia facendo la Farnesina.

– Abbiamo lanciato il nostro piano di assistenza finanziaria, soprattutto per le fasce più deboli della popolazione italiana in Venezuela, da tempo –  ha risposto Vignali -. Per i farmaci salvavita e per quelli per le malattie rare, che sono introvabili nel Paese, attraverso le associazioni italiane, abbiamo lanciato un piano di distribuzione. E poi abbiamo raddoppiato in due anni il numero di passaporti emessi, per consentire a chi vuole di lasciare il Paese.

– Quanto potranno resistere gli italiani in Venezuela? – è stata l’ultima domanda dei conduttori di Unomattina.

– Senza assistenza dall’estero e dall’Italia, non a lungo a purtroppo – ha ammesso Vignali -. Dobbiamo continuare a impegnarci, con la convinzione che grazie anche all’impegno italiano i nostri connazionali ce la possono fare.

REDAZIONE MADRID