Vinitaly: enoturismo, un must per un italiano su quattro

Una vista panoramica degli stand a Vinitaly.
Una vista panoramica degli stand a Vinitaly. (Credits: Foto Ennevi-Veronafiere)

VERONA. – Andar per cantine, conoscere i produttori delle etichette di vino-cult ma anche del bicchiere quotidiano, scoprire paesaggi e storie di impresa che stanno dietro al mondo di Bacco, partecipare a degustazioni guidate e trovare il miglior abbinamento con i piatti locali. E’ un caleidoscopio di wine-experience quelle dell’enoturismo, settore che vale 2,6 miliardi. E’ praticato da un italiano su quattro (23%) secondo una indagine del’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor.

“L’enoturismo piace – ha detto il direttore generale di Veronafiere Spa Giovanni Mantovani in un forum a Vinitaly – al punto che solo il 18% esclude la possibilità di una eno-vacanza nel prossimo futuro”. L’esperienza in vigna, secondo la ricerca, è apprezzata soprattutto nelle grandi città, in particolare a Milano dove il 36% ha fatto enoturismo nell’ultimo anno. Assidui anche veneti, i siciliani, i piemontesi (26%) e i lombardi (25%).

Tra le mete più ambite, stravince la Toscana con il 27% delle preferenze totali e con il Chianti e Siena tra le destinazioni preferite. Poi Piemonte (Langhe e Asti) al 12%, il Veneto (9%) e Sicilia (7%). Buone le quote anche per Friuli Venezia Giulia, Trentino e Puglia, al 5%.

Per Mantovani “l’enoturismo sino a oggi è stato vittima della sua stessa principale virtù, quella di essere a cavallo tra turismo e agricoltura. Una bicefalia che non ha pagato, l’enoturismo si è così trovato spesso nella terra di nessuno, a metà tra due ministeri. Ora, con le deleghe sul turismo al ministero dell’agricoltura, il comparto potrà attuare un salto di qualità importante”.

“La nuova legge sulle linee guida per l’Enoturismo – ha detto il ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio – punta a creare sempre più sinergia tra mondo agricolo e turismo. Non vogliamo solo promuovere una bottiglia di vino, ma quello che c’è dietro: una famiglia, un paesaggio, storia e cultura. Per permettere a chi opera nelle aree rurali di non sentirsi ai margini della programmazione turistica. Basta – ha detto il ministro – pensare solo a Venezia, Roma, Firenze, Verona e Milano che anzi vanno decongestionate. Lavoro affinché le aree dove si produce diventino mete turistiche. E il bello di questa legge, down top, è che è stata chiesta dal settore, dai territori e quindi non è stata imposta ma molto condivisa”.

Già ora il 30% dei turisti stranieri, ha detto il direttore dell’Enit Giovanni Bastianelli, ha scelto come meta l’Italia proprio per l’offerta enoturistica. Un turismo molto redditizio per noi: la spesa procapite di un enoturista è di circa 150 euro al giorno, molto di più di chi viene in Italia per motivi sportivi o religiosi. Tra gli arrivi gli enoturisti Usa sono il doppio degli inglesi, seguiti poi con un buon distacco da wine-lover austriaci e svedesi. A Vinitaly Slow Food e Trenitalia hanno presentato la collana “Itinerari di pAssaggio” con 20 itinerari enogastronomici a portata di treno.

(dall’inviato Alessandra Moneti/ANSA)