Botte e abusi in famiglia, arresti a Catania e Genova

Autopattuglia dei Carabinieri. Indagano sul delitto di Rozzano
Autopattuglia dei Carabinieri

ROMA. – Due storie di abusi consumate dentro le mura domestiche sono emerse nelle ultime ore, una a Catania, l’altra a Genova, vittime una moglie e una figlia. Gli autori sono stati arrestati. Ma il racconto dei fatti, ricostruito dalle indagini, descrive in entrambi i casi un quadro di violenza estrema, “aberrante”, per riprendere il termine usato dal gip di Catania nell’ordinanza di arresto.

La storia che arriva dalla città siciliana parla di calci e pugni sferrati da un uomo alla moglie sotto gli occhi dei tre figli minorenni, di minacce di morte, di mani strette al collo, di liquido infiammabile versato sulla testa accompagnato da frasi del tipo: “Ora ti do fuoco perché devi morire”.

La donna, 40enne, che negli ultimi due anni di matrimonio ha subito un calvario, è stata costretta ad atti sessuali con estranei e perfino a compiere abusi nei confronti di uno dei figli. Poi ha trovato il coraggio di denunciare il coniuge ai carabinieri. A intervenire sono stati i militari della Stazione di Catania Ognina.

Il pool di magistrati che si occupa di reati legati alla violenza di genere ha coordinato le indagini. L’uomo, 36 anni, è stato rinchiuso nel carcere di Piazza Lanza, mentre la moglie e i tre figli sono stati accompagnati in una struttura protetta. Il quadro indiziario non ha lasciato alcun dubbio al Gip: l’uomo è accusato di maltrattamenti e abusi in famiglia, lesioni personali aggravate e violenza sessuale. E le indagini hanno messo in evidenza, scrive il giudice, le “azioni aberranti” poste in essere nei confronti della moglie, che sarebbe stata “relegata ad una condizione di ‘donna oggetto’, privata della propria dignità di consorte e madre”.

La vittima delle violenze scoperte a Genova è invece una figlia. Il padre, 43 anni, origini ecuadoriane è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di avere abusato di lei da quando aveva 11 anni. La squadra mobile lo ha fermato dopo avere raccolto la drammatica testimonianza della ragazzina, che ha appena compiuto 17 anni: dopo l’ennesima violenza, la giovane ha confidato tutto alla mamma, che è scappata di casa e ha chiesto aiuto a una assistente sociale.

L’operatrice sanitaria ha avvisato la polizia che ha avviato subito l’indagine, accertando che l’uomo non solo abusava della figlia, ma picchiava anche la moglie, ignara delle violenze sessuali sulla figlia. Quando le due non sono tornate a casa, l’uomo ha capito che erano andate a denunciarlo e ha tentato di provocare una esplosione in casa staccando il tubo del gas. Tre giorni fa, infatti, i vigili del fuoco sono intervenuti e lo hanno salvato. Portato in ospedale, è poi stato arrestato.