E’ la Giornata mondiale dell’uomo nello spazio

La Terra vista dalla capsula dell'astronauta nello spazio
"Vedo la Terra circondata da foschia. Mi sento bene. Com'è bello", erano state le prime parole di Gagarin dallo spazio

ROMA. – Di nuovo gli uomini sulla Luna entro cinque anni, una stazione spaziale nell’orbita lunare e poi il lungo viaggio verso Marte: nella Giornata mondiale dell’uomo nello spazio è impossibile guardare solo al passato. Nata per celebrare la prima volta dell’uomo fra le stelle, oggi è l’occasione per guardare al futuro del volo spaziale umano. Istituita dall’ufficio per gli affari spaziali delle Nazioni Unite (Unoosa), la Giornata è nata per celebrare la missione senza precedenti di Yuri Gagarin, che il 12 aprile 1961 è stato il primo uomo a raggiungere l’orbita terrestre e a guardare la Terra come nessuno l’aveva mai vista.

“Vedo la Terra circondata da foschia. Mi sento bene. Com’è bello”, erano state le prime parole di Gagarin dallo spazio, a bordo della capsula Vostok. Cominciava così un’avventura partita nell’allora segretissima base russa di Baikonur, nel Kazakhstan, da dove ancora oggi continuano a partire le Soyuz, le navette russe che dopo l’uscita di scena dell’americano Space Shuttle sono oggi le uniche in grado di portare equipaggi umani in orbita.

Da allora i primati si sono susseguiti uno dopo l’altro: il 18 marzo 1965 il sovietico Aleksej Leonov è stato il primo ad affrontare una passeggiata spaziale, mentre il 20 luglio 1969 l’americano Neil Armstrong lasciava sul suolo della Luna l’impronta del celebre “piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità”. Nel 1971 l’uomo ha avuto la prima casa tra le stelle, con la stazione spaziale sovietica Saljut, cui ne sono seguite ben dieci, di cui due ancora attive: la Stazione Spaziale Internazionale (nata dalla collaborazione fra Nasa, Russia, Europa, Canada e Giappone) e la cinese Tiangong 2.

Adesso si guarda al futuro anche grazie all’arrivo delle aziende private che collaborano con la Nasa. Gli Stati Uniti si stanno organizzando per tornare ad avere la capacità di portare astronauti in orbita, dopo il successo dei primi test della capsula Crew Dragon; hanno anche dichiarato che i loro prossimi obiettivi sono Luna e Marte e si preparano a veder camminare di nuovo sulla Luna un loro astronauta nel 2024. Nel frattempo pensano al futuro anche Europa, Russia e Cina ed è già chiaro che la nuova corsa allo spazio non sarà possibile senza la collaborazione dei privati e, soprattutto, senza solidi accordi internazionali.

(di Enrica Battifoglia/ANSA)