Roma a tutto Dzeko, 1-0 all’Udinese vale il quarto posto

I compagni di squadra della Roma festeggiano Edin Dzeko dopo il gol all'Udinese.
I compagni di squadra della Roma festeggiano Edin Dzeko dopo il gol all'Udinese. ANSA/CLAUDIO PERI

ROMA. – La Roma del tutto o niente prova a creare i presupposti per una serie positiva che vale il pass per la Champions. In una settimana fa due gol che valgono 6 punti: uno in casa della Samp, uno all’Olimpico contro l’Udinese. Non si può parlare nemmeno di minimo sforzo, ma di massimo risultato possibile si. La Juve insegna che gli obiettivi si conquistano anche giocando maluccio, o comunque non bene.

Il gol di Dzeko, che affossa l’Udinese, pesa una tonnellata e vale per ora il quarto posto, dietro solo a Juve, Napoli e Inter: almeno per il momento, altri dovranno fare punti e inseguire. Per almeno 25′ Roma contratta e Udinese propositiva, con uomini che vincono contrasti e arrivano prima sul pallone. Non è un caso che già al 3′ Mirante debba allungarsi sulla propria sinistra per schiaffeggiare in angolo un pallone calciato a botta sicura da Mandragora.

Il campanello d’allarme per la Roma suona a più riprese, ma la squadra di Ranieri continua a giocare col freno a meno tirato. Al 14′ Lasagna prova a fare un senso alla gita nella Capitale: s’invola sulle vaste prateria di sinistra e incrocia, senza però inquadrare la porta.

La Roma si sveglia con l’arrivo di un violento acquazzone, che rinfresca le idee a De Rossi e compagni. Infatti, al 25′ Marcano crossa dalla sinistra, il pallone attraversa l’area e rimbalza sullo stinco di Cristante, che si accorge in ritardo dell’opportunità e dunque non riesce a indirizzare. Poco dopo stesso refrain, ma Zaniolo questa volta il pallone lo manca proprio. Il finale di tempo è tutto di marca giallorossa, con El Shaarawy (alto di poco al 30′; conclusione su Musso al 32′) e Marcano – che impegna in tuffo il portiere al 36′ – in bella evidenza.

Nella ripresa parte bene l’Udinese, ma la Roma questa volta impiega meno a prendere le misure e il relativo comando delle operazioni. Atleticamente, su un campo pesantissimo, la squadra di Ranieri dimostra di esserci e l’Udinese si dissolve con il passare dei minuti, arretrando il proprio raggio d’azione. Prima di cedere lo scettro del comando, Okaka impegna Mirante (4′), che si ripete su un cross di D’Alessandro deviato verso la porta (gran parata con colpo di reni); sul successivo corner, il disastroso De Maio timbra pure il palo.

Sembra un inizio, invece è l’epilogo delle velleità friulane. La Roma sale in cattedra e comincia a martellare: prima in maniera confusa, poi con sempre maggiore convinzione. Fioccano gli angoli e le occasioni: come al 20′, allorché Musso deve deviare con un gran balzo un’incornata di Dzeko. La Roma appare trasformata e Ranieri ci ha messo del suo, inserendo dopo l’intervallo Florenzi al posto di un inguardabile Juan Jesus, e soprattutto Lorenzo Pellegrini, che di fondamentali e tecnica ne ha da vendere.

Nell’azione in cui si (ri)ferma De Rossi (44/o infortunio stagionale fra i giallorossi), la Roma trova il gol: un delizioso tocco di El Shaarawy, in un contro-break dei padroni di casa, pesca Dzeko, che entra in area e firma la vittoria; il centravanti non segnava in casa in campionato da circa un anno. Il gol trasmette ulteriore carica agonistica e convinzione alla squadra di Ranieri, che gestisce questa volta senza rischi: l’unico lo corre al 90′, su un ping pong in area, con il pallone che sembra come impazzito e alla fine viene allontanato. Il boato liberatorio dello stadio suggella un successo d’oro.