Rosatellum ter è legge, si completa il taglio dei parlamentari

La facciata di Montecitorio, sede del Parlamento italiano.
La facciata di Montecitorio, sede del Parlamento italiano.

ROMA. – Il Rosatellum ter è legge e così un nuovo tassello si aggiunge e completa la riforma costituzionale sul taglio del numero dei parlamentari voluta dalla maggioranza giallo-verde e che vedrà la luce fra pochi mesi. Con 269 sì, 167 no e 14 astensioni, nel pomeriggio la Camera ha dato l’ok definitivo alla proposta di legge che ‘adatta’ il sistema elettorale in vigore (il cosiddetto Rosatellum bis) al restyling del Parlamento che prevede 345 parlamentari in meno. In particolare, il Rosatellum ter incide sui collegi uninominali: scenderanno a 221 rispetto agli attuali 348 e diventeranno più corposi nelle dimensioni.

Secondo le opposizioni, Pd e Leu in testa, si apre un problema di rappresentanza tra eletti ed elettori e di disparità fra cittadini. Al loro ‘no’ si è accodata stavolta Forza Italia, mentre FdI si è astenuto (entrambi i partiti avevano votato sì al taglio dei parlamentari). Soddisfatti Lega e M5s, con un trio di ministri 5 Stelle in Aula per il voto (Alfonso Bonafede, Riccardo Fraccaro e Giulia Grillo). A febbraio il testo era passato a Palazzo Madama.

Con la firma dei senatori M5s Gianluca Perilli e Stefano Patuanelli e del leghista Roberto Calderoli, il testo punta a garantire l’applicabilità delle leggi elettorali, indipendentemente dal numero dei parlamentari. In sostanza, si ritoccano i seggi da attribuire nei collegi uninominali: non saranno più un numero fisso per Camera e Senato ma rapportati a deputati e senatori. Quindi, con la dieta ‘imposta’ alle Camere dalla riforma approvata a Montecitorio lo scorso 9 maggio (ma che dovrà avere altre due votazioni, essendo una legge costituzionale), i collegi diventerebbero 147 alla Camera e 74 al Senato.

“La legge elettorale resta la stessa di prima. Abbiamo solo approvato una serie di norme che la adeguano al taglio del numero dei parlamentari”, è la difesa del leghista Igor Iezzi, capogruppo della commissione Affari costituzionali, contro le accuse delle opposizioni. “Quella che viene fuori è una vera schifezza rispetto al formato dei collegi”, denuncia Riccardo Magi di +Europa, che sottolinea le “ricadute sul piano di costituzionalità, perché non si avrà un peso uguale dei cittadini ma cambierà se si è cittadini di un posto o di un altro”.

Per il capogruppo di Leu Federico Fornaro “si amplificano i difetti del Rosatellum” ed evidenzia ad esempio il rischio che “una lista che prenderà 1 milione di voti, avrà poi uno o due senatori”. Voto contrario e “convinto” anche da FI: “Questo non è un adeguamento ma una vera e propria legge elettorale”, incalza Maurizio D’Ettore, perché “è fatta sulla base della riduzione dei parlamentari ma non dialoga con il resto del sistema costituzionale e impone una forzatura”.

(di Michela Suglia/ANSA)