Coppa Italia, Inzaghi ci crede: “Vincerla è nel nostro Dna”

L'allenatore della Lazio, Inzaghi indica ai suoi la via della vittoria.
Inzaghi indica ai suoi la via della vittoria. ANSA/ CLAUDIO PERI

ROMA. – Vincere la Coppa Italia per salvare la stagione. Un trofeo che per la Lazio vale doppio perché aprirebbe le porte dell’Europa League a prescindere da come andrà la corsa in campionato. Memore della sconfitta per 3-1 rimediata in campionato solo dieci giorni fa contro l’Atalanta, Simone Inzaghi punta tutto sull’esperienza di una Lazio che domani sera affronta la sua quarta finale di Coppa Italia nelle ultime sette stagioni:

“Domani è una partita importantissima: ho la fortuna di avere tanti giocatori in rosa che hanno giocato partite importanti ma ci dobbiamo arrivare molto lucidi e consapevoli di noi stessi. Ce l’abbiamo nel nostro dna questo tipo di partite”, sottolinea l’allenatore laziale, specificando che “per andare in Europa abbiamo due strade, questa è la più corta e semplice”.

Anche la carica del presidente della Repubblica Mattarella, al quale Inzaghi ha detto: “Queste squadre hanno meritato di arrivare in finale. Speriamo di riuscire a prevalere, la cavalcata di Lazio e Atalanta è stata esaltante”. Una sfida che, settima coppa in bacheca oppure no, Simone Inzaghi non ritiene decisiva per il suo futuro sulla panchina della Lazio.

Tutto rimandato a giugno in un confronto che sembra più aperto che mai a ogni tipo di soluzione: “Il mio futuro? Penso non si debba decidere da un’unica partita – specifica – Verrà deciso a fine campionato tra Inzaghi stesso e la società senza alcun problema. Questo non è il momento per parlarne”.

Chi di Coppa Italia se ne intende è Senad Lulic, l’unico superstite assieme a Radu e Strakosha dell’ultimo successo biancoceleste nel 2013 contro la Roma. In quello storico 26 maggio il gol decisivo fu proprio del bosniaco, che adesso però rileva: “Spero che domani segnerà qualcun altro: non importa chi segna, importa che la vinciamo”. Quanto alle scelte di campo, l’unico a rischiare di non farcela sembra proprio Radu, mentre a centrocampo resta viva la speranza di recuperare Milinkovic dal primo minuto. In attacco al fianco di Immobile sembra spuntarla Correa.

Il tutto in una giornata dall’allerta massima sul fronte della sicurezza, con il rischio di infiltrazione di diversi tifosi dell’Eintracht Francoforte nei circa 20 mila tifosi atalantini. Una vigilia che da un lato ha visto il messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “Mi auguro anch’io, sempre, tifoserie che accompagnino le squadre con grande senso della civiltà, che gli stadi tornino a essere sempre luoghi in cui si possa andare con i bambini, con serenità, senza che vi siano né violenze fisiche né violenze verbali”, le parole del Capo dello Stato, augurandosi “che il calcio sia, come quasi sempre avviene e come è in grado di fare, fenomeno sociale apprezzato, vissuto e amato da tanta gente del nostro Paese”.

Parole seguite all’appello lanciato dal presidente della Lazio in mattinata: “E’ indispensabile sottolineare il rispetto delle regole per far sì che quella di domani sia una giornata di spettacolo e di sport – ha detto Lotito – mi auguro che i tifosi abbiano un comportamento consono”.