Lavoro, Ocse: “L’Italia investa. Centri impiego inefficaci”

Uno dei tanti affollati Centri per l'impiego.
Uno dei tanti affollati Centri per l'impiego.

ROMA. – L’Italia deve investire di più per l’occupazione e con l’introduzione del Reddito di cittadinanza è ancora più necessario rafforzare la cooperazione e l’integrazione dei servizi per l’impiego, perché ad oggi “svolgono solo un ruolo modesto come agenti di lavoro”. E’ il richiamo dell’Ocse che in un rapporto punta il dito sulle “politiche attive del mercato del lavoro non mirate ai programmi più efficaci e alle persone bisognose, facendo molto affidamento sugli incentivi all’occupazione.

Solo il 2% del budget è dedicato a servizi che si sono dimostrati a livello internazionale più convenienti, come la mediazione di lavoro, l’inserimento lavorativo e i servizi correlati”. Sull’elevato tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile, pesano anche le “elevate e persistenti disparità a livello regionale”, e pertanto – osserva l’Organizzazione parigina “i miglioramenti negli investimenti e nelle prestazioni del sistema dei servizi per l’impiego diventano oggi più importanti che mai”.

beneficiari del Reddito di cittadinanza “dovrebbero ricevere sostegno nella ricerca di lavoro e dovrebbero essere fornite le misure attive necessarie per riuscirci”, viene puntualizzato nel rapporto, mentre in Italia la spesa per politiche attive del mercato del lavoro è allo 0,51% del Pil, vicino alla media Ocse “ma ben al di sotto della media dei Paesi Ue e dei livelli di Stati con tassi di disoccupazione simili” a quello dell’Italia. Insomma l’Ocse riscontra che l’efficacia dei servizi pubblici per l’impiego è “modesta” e “solo la metà dei disoccupati in Italia è iscritta al servizio di collocamento pubblico (centri per l’impiego) e solo la metà di loro utilizza questi servizi per cercare lavoro” senza contare che “l’accesso e la qualità dei servizi per l’impiego variano notevolmente in tutto il Paese”.

Serve dunque “potenziare il personale degli uffici locali e le loro competenze e modernizzare l’infrastruttura IT” osserva Stefano Scarpetta, Direttore dell’Ocse per l’occupazione, ricordando che “la riforma avviata dal Jobs Act e i finanziamenti aggiuntivi al sistema dei servizi pubblici per l’impiego hanno il potenziale per migliorare le prestazioni dei servizi per l’impiego”.

Ma per far emergere i reali vantaggi per il mercato del lavoro, la cooperazione e il coordinamento dovrebbero essere simultaneamente introdotti nel sistema. “All’interno del sistema di governance decentralizzata, le autorità nazionali e regionali devono concordare un quadro vincolante per la responsabilità – viene spiegato – consentendo di misurare le prestazioni degli uffici di collocamento in base a una serie di indicatori e ai rispettivi livelli target regione per regione” e così il finanziamento degli uffici locali dovrebbe basarsi “non solo sul numero di clienti, ma anche sul miglioramento degli indicatori di performance, fornendo così incentivi per migliorare la qualità e l’efficacia dei servizi erogati”.

(di Laura Cafaro/ANSA)