Zingaretti guarda già alle politiche, il Pd ha un “Piano”

Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti. durante un comizio per le votazioni europee
Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti.

ROMA. – Per Nicola Zingaretti la strada è ormai tracciata: il governo cadrà dopo le Europee di fronte alla prospettiva di una manovra economica drammatica, che separerà M5S e Lega, e il Pd dovrà farsi trovare pronto alle elezioni politiche. “Saranno gli italiani a decidere quali alleanze siano più credibili per tornare alla crescita”, afferma il segretario dem presentando il ‘Piano per l’Italia’, le misure economiche per far ripartire il Paese.

Meno tasse sul lavoro per mettere in busta paga 1.500 euro netti l’anno a 20 milioni di persone (“uno stipendio in più”); 50 miliardi di investimenti nell’economia sostenibile per creare 800 mila posti di lavoro ‘verdi’ in 5 anni; spese scolastiche e formazione a costo zero per 7 milioni di famiglie. Le risorse? Dalla lotta all’evasione, con una riforma del fisco – Irpef in testa – da rendere più semplice ed equo.

“Il governo dal punto di vista della coesione politica già non esiste più – dichiara Zingaretti -, dopo le Europee non credo sarà in grado di affrontare la situazione dei conti pubblici, drammatica e pericolosa per il Paese”. Noi ci siamo, è il messaggio del Pd, siamo pronti se necessario a riprendere in mano le redini dell’Italia, nonostante gli ultimi sondaggi li diano ben lontani dall’obiettivo.

“Non esistono governi obbligatori di cui gli italiani siano prigionieri, magari per mancanza di alternative – così il presidente Pd Paolo Gentiloni, ultimo premier dem, che presenta il ‘Piano’ assieme a Zingaretti e Piercarlo Padoan, ex ministro dell’Economia -. E’ un’idea inaccettabile, l’alternativa di centrosinistra esiste”. La pensa così anche Roberto Speranza, segretario di Articolo 1, i fuoriusciti Pd ora alleati alle Europee: “Le proposte sull’Italia fatte da Zingaretti sono un primo segnale che va nella giusta direzione”.

In caso di elezioni anticipate il campo andrà allargato. “Serve un soggetto a sinistra del Pd”, per il sindaco di Milano Beppe Sala. “Costruiremo una nuova alleanza di centrosinistra rivolta alle forze civiche moderate”, spiega invece il segretario al quotidiano spagnolo El Pais, escludendo come sempre accordi con M5S. Le prove generali forse in Europa, ‘da Tsipras a Macron’ secondo la formula di Zingaretti. Nell’Unione l’obiettivo è “cambiare i parametri dell’euro senza violare le regole, come vuole fare Salvini. Se vai contro un muro bruci il denaro dei risparmiatori”. Lo “scenario incubo” che per il Pd l’impennata dello spread prefigura e che potrebbe accelerare la crisi.

(di Luca Laviola/ANSA)