Uffizi: ecco le nuove sale del ‘500, un museo nel museo

na delle sale degli Uffizi.
Uffizi, una delle sale.

FIRENZE. – Tiziano, con la sua celebre Venere di Urbino ma non solo, Bronzino e ritratti dei Medici, Tintoretto, Lorenzo Lotto: sono alcuni dei maestri veneti e fiorentini del ‘500 e del primo ‘600 le cui opere pittoriche si mostrano al pubblico della Galleria degli Uffizi di Firenze con un nuovo allestimento presentato oggi dal direttore Eike Schmidt. Un vero e proprio museo nel museo, ha spiegato lo stesso Schmidt, che si snoda per quattordici sale, 1100 metri quadrati, con 105 dipinti di cui un terzo da tempo custodito in deposito e riportato per così dire alla luce.

Nel nuovo allestimento scelto da Schmidt e dal curatore del patrimonio architettonico degli Uffizi Antonio Godoli – un anno di lavori e un investimento di 600mila euro -, ci sono vetri speciali per proteggere i dipinti anche dagli sbalzi climatici, e colori stesi alle pareti secondo antichi metodi: per la pittura veneta, un verde ripreso dai tendaggi e dai rivestimenti dei muri che si notano in molti dipinti del Rinascimento veneziano; per la scuola toscana, il grigio scuro che richiama la pietra serena dell’architettura degli Uffizi. Le panchine disseminate lungo il percorso, nelle intenzioni dei curatori, potranno consentire migliore visione e comprensione delle opere da parte dei visitatori.

Una sala è interamente dedicata alla sensuale ‘Venere di Urbino’ di Tiziano (1538), capolavoro del pittore veneto, affiancata a destra dalla ‘Flora’ (1515), sempre di Tiziano, e dalla ‘Fornarina’ (1512) di Sebastiano del Piombo: l’associazione Friends of the Uffizi Galleries ha donato ben 100mila euro per allestire questa sala. Sullo stesso lato altre sale mostrano opere di Lorenzo Lotto, Tintoretto, Veronese, ed è stata aperta anche una finestra sull’Arno, con vista da cartolina sul fiume e sulle colline a sud di Firenze.

Sull’altro lato del ‘museo nel museo’ la monumentale sala del Pilastro, dedicata alle grandi pale d’altare del periodo della Controriforma, accoglie invece la ‘Madonna del popolo” di Federico Barocci (1579), che torna alla luce dopo dieci anni di permanenza in deposito. Torna visibile anche la ‘Caduta degli Angeli ribelli’ di Andrea Commodi (1614-1617), grande bozzetto preparatorio per l’affresco, mai eseguito, nella cappella di Papa Paolo V Borghese in quello che oggi è il palazzo del Quirinale.

Infine, la zona dedicata alle Dinastie, dove spiccano i ritratti dei Medici di Bronzino. “Un’operazione gigantesca”, ha commentato Schmidt, annunciando che nel giro di pochi mesi tutta l’ala del ‘500 sarà riallestita. L’idea è quella di “completare anche il primissimo ‘500 – ha spiegato – l’anello mancante fra Michelangelo e Raffaello, e la sala del Pilastro, la nuova sala dedicata ad Andrea del Sarto e alla Scuola di San Marco”.

Negli spazi che si libereranno troverà posto il nuovo percorso degli autoritratti, anch’esso costituito da 14 sale: già ospitati nel Corridoio Vasariano, nella nuova collocazione “saranno visibili per tutti quanti i visitatori degli Uffizi – dice il direttore – e non più solo per gruppi selezionati”.

(di Leonardo Testai/ANSA)