Laureati in fuga dall’Italia, quasi diecimila emigrati nel 2017

Manifestazione di giovani con il cartello: L'Italia non è un Paese per giovani"
Manifestazione di giovani con il cartello: L'Italia non è un Paese per giovani"

ROMA. – Anche la mobilità dei giovani laureati italiani spiega le differenti opportunità di occupazione qualificata che offrono i territori. Nel 2017 il saldo per l’Italia è in perdita, sono circa 10.500 i giovani tra i 25 e i 39 anni che hanno trasferito la propria residenza all’estero (-4,1 per mille). Questo il dato che emerge dal rapporto dell’Istat sul “Benessere Equo e Sostenibile”.

Considerando anche i flussi interni, oltre a quelli da e per l’estero, il panorama territoriale rimane estremamente polarizzato, con il Mezzogiorno che nello stesso anno vede emigrare in media 23 laureati ogni mille residenti, il Centro dove il saldo è solo lievemente negativo (-3 per mille) e il Nord che invece registra un saldo positivo (+8 per mille).

La penalizzazione dei territori meridionali è generalizzata ma evidenzia forti differenze (Figura 21). Tutte le province registrano perdite, comprese tra il -9 per mille di L’Aquila e il -59 per mille di Crotone. Tra i territori del Centro-nord emergono in negativo Imperia (-19), Latina (-18) e Rovigo (-17), e le province di Grosseto, Reggio Emilia e Piacenza, i cui saldi, nel tempo, invertono il segno da positivo a negativo.

Tra le città metropolitane, nell’ultimo anno solo Bologna (+31,8) e Milano (+32) hanno tassi positivi ed elevati; seguono a distanza Torino (+4,7) e Firenze (+3,8). Per Roma il 2017 si chiude quasi in pareggio (-0,7) mentre tutte le altre città metropolitane registrano perdite di varia entità, più contenute per Cagliari, Genova e Venezia, più consistenti negli altri casi (Reggio Calabria -42 per mille).