Mattarella: “Basta sconsiderati attacchi alla scienza”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante il suo intervento in occasione della visita al Globo della Scienza e dell’Innovazione, per l’esposizione “L’Universo delle Particelle”.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante il suo intervento in occasione della visita al Globo della Scienza e dell’Innovazione, per l’esposizione “L’Universo delle Particelle”, oggi 10 giugno 2019. (Foto di Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

GINEVRA. – “L’entusiastica partecipazione della nostra comunità scientifica all’attività di ricerca costituisce un indicatore positivo della sua attenzione verso l’innovazione e la trasmissione del sapere verso i più giovani. Sono contributi importanti alla creazione di una formazione di base equilibrata, consapevole e indipendente, in un’epoca in cui emergono sconsiderati scetticismi, quando non inaccettabili opposizioni, ai risultati offerti dal metodo scientifico”.

Dopo aver incontrato quattro eccellenze della fisica (il nobel Carlo Rubbia, Antonino Zichichi, Fabiola Gianotti e Ugo Amaldi) il presidente della Repubblica da Ginevra mette un punto a una pericolosa tendenza negazionista della scienza. Tendenza “sconsiderata e inaccettabile”, dice con chiarezza Sergio Mattarella dal Cern, il più importante centro di ricerca di base del mondo.

Vola alto il capo dello Stato ma chi lo ascolta subito collega il suo intervento alle tante polemiche italiane sui no-Vax. Un terreno scivoloso che in Italia si amplifica attraverso i social, corre nella rete creando un inquietante distacco dalla realtà scientifica. Quale palcoscenico migliore, quindi, per valorizzare i grandi progressi della scienza se non quello del Cern?

Guidato dal direttore generale Fabiola Gianotti il presidente si è inabissato in una delle quattro stazioni sotterranee (a 100 metri di profondità) incrociando il gigantesco anello di 27 chilometri dove da anni si svolge la più grande ricerca al mondo sulle particelle. Una meraviglia che parla molto italiano: vi lavorano circa 18 mila persone delle quali ben 2600 mila sono italiani (di questi, 2000 fisici).

“Al Cern è in corso un’avventura scientifica senza precedenti e noi siamo l’esempio concreto di una collaborazione pacifica tra i popoli”, ha riassunto Gianotti a Mattarella spiegandogli quanto poi la ricerca porti benefici ai cittadini e quanto avvicini la convivenza tra popoli. Mai come in questa piovosa giornata ginevrina la parola pace si è sposata alla parola lavoro: “la pace è possibile solo in un regime di giustizia sociale; la giustizia sociale suppone un regime di cooperazione più che di competizione economica”, ha invece spiegato Mattarella nel pomeriggio intervenendo all’Ilo, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa del lavoro.

Un discorso complesso quello del Presidente, che ha preceduto di 24 ore sulla tribuna Onu il presidente francese Emmanuelle Macron e la cancelliera Angela Merkel. Il capo dello Stato è passato dalla difesa della contrattazione collettiva (mai sotto attacco quanto oggi) alla amara constatazione che i salari nei Paesi sviluppati crescano ben meno del Pil.

E c’è anche un’analisi sui migranti e sulle cause economiche delle migrazioni: “bisogna promuovere – ha detto dal palco dell’Agenzia – lo spostamento di capitali e tecnologie piuttosto che di lavoratori. Bisogna evitare lo sviluppo di movimenti migratori incontrollati o non assistiti, per le loro conseguenze negative sul piano sociale e umano e ribadire la necessità di parità di opportunità e trattamento per tutti i lavoratori”.

Ecco perché, è la sintesi del presidente, “il lavoro è una delle più efficaci infrastrutture della pace mondiale”.

(Dell’inviato Fabrizio Finzi/ANSA)